lunedì 8 luglio 2013

Consiglio comunale del 02/07/2013, Premessa, o dichiarazione di voto, all’emendamento di modifica al bilancio previsionale 2013, presentato da Marsilio Gatti, consigliere comunale, del Partito della Rifondazione Comunista.



Consiglio comunale del 02/07/2013
Premessa, o dichiarazione di voto, all’emendamento di modifica al bilancio previsionale 2013, presentato da Marsilio Gatti, consigliere comunale, del Partito della Rifondazione Comunista.
Questo emendamento è parte integrante della proposta per un bilancio che aiuti i cittadini di Villa Carcine che sono finiti nello scalone della povertà e della miseria. Le due mozioni al bilancio sono state respinte e rimane solo l’emendamento che da solo non potrà fare granché anche se importante. Questo emendamento non è stato presentato per togliere i privilegi della politica, perché 19,90 euro lordi per i consiglieri comunali, per ogni consiglio comunale o commissione comunale non sono privilegi e non coprono neanche le spese normali di un consigliere. Cosi come il rimborso spese mensile per gli assessori, non possono essere considerati dei privilegi, perché non coprono neanche le spese da loro sostenute. Nel prossimo rinnovo del consiglio comunale la legge stabilisce che la sua formazione è di 16 consiglieri eletti, quindi una diminuzione di 4 consiglieri ed è stata votata all’unanimità dal parlamento con la giustificazione della diminuzione dei costi della politica. Nel 2012 ho preso come consigliere comunale 230 euro in un anno, che assommati al totale del reddito sono rimasti 200 netti. Sono questi i costi e privilegi della politica? La legge che riduce i consiglieri comunali è stata fatta per impedire che culture diverse siano rappresentate nelle istituzioni innalzando la percentuale per entrare nelle istituzioni. Continuando a tagliare le rappresentanze e le culture diverse si forma un sistema unico di pensiero che tradotto e regime. Non deve meravigliarsi se la partecipazione dei cittadini, alla vita politica e sociale diminuisce perché non intravedono neanche una anche minima possibilità di potere cambiare l’impostazione economica e sociale dello stato. Questa è la prima causa che porta i cittadini ad odiare la politica. La gente non si sente rappresentata e di conseguenza rinuncia a votare, innalzando ogni volta la percentuale dei non votanti. Quelli che ci hanno governato e ci governano, attuano la sconfessione della costituzione, ogni testa un voto, che con le varie leggi fatte negli anni, hanno imposto che: una testa vale quattro voti e un’altra testa vale zero voti.

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