lunedì 8 luglio 2013

Consiglio comunale del 02/07-2013 - Dichiarazione di voto sul piano di studio 2013-2014 del consigliere comunale Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista.



Consiglio comunale del 02/07-2013  - Dichiarazione di voto sul piano di studio 2013-2014 del consigliere comunale Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista.                                                                                                                                                          Senza ripetere le dichiarazioni precedenti e non ho presentato volutamente degli emendamenti o mozioni, dato che sarebbero state respinte, come è stato negli anni passati, sia con il centro sinistra, che con l’attuale centro destra, dato che la cultura di chi amministra, sia di quella  precedente che da quella attuale, non è la cultura della nostra Costituzione, voto contro per questo principale motivo. Penso che la scuola deve formare una coscienza sociale di un popolo e che la nostra coscienza sociale sia il fondamento della nostra costituzione, senza questa formazione del sapere e della  conoscenza della nostra storia, della nostra costituzione, non ci sarà mai un popolo unito, che si riconosca sui principi umani, economici sociali della costituzione, quale base per la evoluzione di un popolo, della specie umana per diventare umana. Questa scuola e questo piano di studio  la estromettono. La nostra costituzione dovrebbe essere materia di studio e di esame per le nuove generazioni, perché per cambiare la cultura e formare un popolo, ci vogliono generazioni e se non diventa materia di insegnamento e di studio, non avremo mai generazioni che la rispettino e che la attuano. Finora si è insegnato come svuotare la mente, per favorire menti meccaniche al servizio del più devastante sistema socio economico. Abbiamo rappresentanti politici che sono la conseguenza di un popolo senza memoria e di una ignoranza che fa paura. In questo stato di cose sarà impossibile avere un futuro solidale e umano, nella costruzione della economia sociale fondata sul rispetto della dignità degli esseri umani. Restiamo, agiamo, costruiamo ancora con la mente della specie umana e non dell’essere umano. Non è bastato la immonda guerra nazifascista per insegnarci che, per non ripetere quelle nefandezze storiche della specie umana, la storia e i principi, sociali ed economici della costituzione dovevano e devono essere insegnati dall’inizio della formazione dell’essere umano. Si è scelto, con l’uso della ragione, ormai prassi attuata da decenni, di estromettere l’insegnamento della costituzione, la sua storia, le sue radici, come base principale nella costruzione della Repubblica Italiana. Facciamo ricorrenze, celebrazioni anniversari in pompa Magna, dell’unità d’Italia, della Repubblica, della Costituzione, le ricorrenze, le celebrazioni e anniversari sono diventate ormai, orazioni funebri. Intanto che il massacro della Costituzione Italiana continua, continuano le sue orazioni funebri. La dignità deve appartenere alla politica o la politica non appartiene alla umanità. Identificarsi con la costituzione, non è la sua celebrazione, ma la sua attuazione o si è soli ipocriti della umanità.

Consiglio comunale del 02/07/2013 Dichiarazione di voto sul bilancio di previsione 2013 del consigliere comunale Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista.



Consiglio comunale del 02/07/2013
Dichiarazione di voto sul bilancio di previsione 2013  del consigliere comunale Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista.                                                                                                                  Ho presentato una proposta di bilancio per rispondere all’aumento della povertà e della miseria dei cittadini di Villa Carcina. Accettando la culturale della vostra logica di bilancio. Come rispettare il patto di stabilità, pareggio di bilancio, ecc. Proposte legali e costituzionali nel rispetto delle regole da voi decise. Applicando le leggi e principi costituzionali, unici strumenti per riuscire, nelle compatibilità esistenti, ad intervenire contro l’aumento della povertà dei cittadini di Villa Carcina.  Principi costituzionali che dovevano essere applicati ormai da decenni e che continuano ad essere ignorati volutamente, mentre si continuano a fare le celebrazioni e ricorrenze dell’Unità D’Italia, della Repubblica e della Costituzione. Le ricorrenze e celebrazioni, sono ormai diventate orazioni funebri. Le mozioni e  l’emendamento che ho presentato e che voi, avete votato contro, non erano mozioni e emendamento della cultura comunista, anche se il proponente è comunista e i comunisti sono rari, perche amano la socializzazione del lavoro, delle conoscenze e dei saperi. In poche parole sono altruisti e in questa società è cosa rara, ma erano solamente proposte  che appartengono alla cultura della borghesia liberale e che è stata inserita dai nostri Padri e Madri costituenti nella Costituzione Italiana, come fondamento di civiltà e di progresso umano. L’analisi scientifica del capitale di Marx, non è nient’altro che la stessa evoluzione del pensiero politico economico e sociale, della borghesia liberale, ovviamente, sono incorporate  le migliori culture umane e sociali, millenarie della specie umana. Costituzione che accoglie i principi liberali in senso evolutivo della specie umana; come ritenere le guerre inutili e dannose, che il lavoro e il sapere è un bene comune, che gli esseri umani sono una unica specie, con i suoi colori, le sue storie, i suoi vissuti, rappresentano la più grande esplosione dell’amore, della vita e della sua stessa evoluzione. E’ una costituzione che chiede alla specie umana di diventare umana, perché anno vissuto e pagato sulla loro pelle le demenzialità storiche della specie umana. Solo questo grado  evolutivo culturale porterà la specie umana a rispondere a tutti i misteri della vita e a non riprodursi continuamente in senso animalesco, a non sprecare la propria vita in cose inutili e dannose che la costringono a rimanere continuamente nel ciclo perverso della ripetitività dei cicli storici. Oggi più che mai c’è la necessità di ricomporre la memoria storica costituzionale, per riprendere quella strada che porta alla socializzazione del lavoro, delle conoscenze e dei saperi. Strada che è stata lasciata in favore dei  peggiori sistemi sociali, produttivi e finanziari, che appartenevano alla società usuraie, dei capitali parassiti, delle rendite, delle speculazioni,  quelli che la borghesia liberale riteneva inutili e dannosi per lo sviluppo economico sociale, civile, per il sapere e che negli ultimi 40 anni, lentamente è stata  distrutta. La crisi che stiamo vivendo è una crisi di sistema e non ha più possibilità di auto riprodursi. Questo secolo, ( secondo il mio pensiero) è il più fecondo della storia dell’umanità per la sua evoluzione, perché è obbligata a cambiare, anche se il cambiamento della società di come organizzarsi, produrre,  cosa produrre e consumare, muoversi ecc, non è ancora entrato nelle menti delle persone e avverrà ancora una volta nel disastro sociale e umano. La storia procede per salti, il passaggio da un tipo all’altro di formazione economico-sociale avviene non per gradi, lentamente, senza traumi, con l’uso della ragione, bensì violentemente e criticamente. A Villa Carcina, la povertà dall’inizio della crisi di sistema è in progressivo aumento e ogni anno un 3-4%  della popolazione finisce nello scalone della povertà, o della disperazione. Le risorse individuali o familiari di una parte della popolazione si sono  esaurite e l’altra parte della popolazione, le loro risorse familiari e individuali, si stanno lentamente esaurendosi e faranno impennare l’aumento della classe dei poveri e della miseria. Nel 2014 l’Italia dovrà pagare 80-90 miliardi per interessi sul debito pubblico e 40-50 miliardi per la riduzione del debito, dove andranno a prenderli questi soldi, con la cultura economica e sociale attuale? Siamo in una fase, o secolo, di attesa della maturazione di una nuova cultura, dato che la cultura della stragrande maggioranza dei cittadini e dei loro rappresentanti  è il prodotto della perdita  della  memoria storica. Questo è stato, ed è finora, determinato dal sistema, che per anni ha propagandato il valore del mercato, il valore assoluto della merce, la ricchezza individuale, il denaro fatto con il denaro, l’apparire e non essere, che ha portato la specie umana, ad essere oggetto di consumo per  gli interessi del sistema e non per le necessità della collettività, operando intimamente con tale sistema. Sistema fondato sul potere, avere, accumulare, consumare, produrre, produrre, produrre e la vita delle persone diventava: lavorare, comprare, pagare, consumare, crepare e lentamente operava la  distruzione della casa in cui la specie umana può vivere: il pianeta terra e che ora manifesta i danni all’ecosistema da noi prodotto, con enormi disastri umani e sociali. Allo stato attuale distrugge e uccide di più il cambiamento dell’ecosistema che le guerre, entrambi parte fondante della cultura funeste del potere del capitale. Mentre si aspettava Godot, le mozioni sull’addizionale irpef comunale e sull’IMU e l’emendamento al bilancio di previsione del 2013, “cercava”, di non fare aumentare gli odi e le guerre tra i poveri, tra le persone di questo paese e ridare fiducia alle istituzioni della comunità, al vivere in senso collettivo, al bene umano, a difendere per quello che era possibile, l’evoluzione delle future generazioni, nelle condizione da voi date.

Voglio concludere,  con le parole di Papa Francesco.

Troppa gente vive in condizioni di precarietà con conseguenze funeste, una corruzione tentacolare e un'evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali. Il denaro è diventato un idolo. Si affermano ideologie che promuovono l'autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria. L'indebitamento e il credito, allontanano i Paesi dalla loro economia reale, ed i cittadini dal loro potere d'acquisto reale. La volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti. C'è una tirannia invisibile, a volte virtuale delle leggi del mercato.  La paura e la disperazione,  prendono i cuori di numerose persone. Anche nei Paesi cosiddetti ricchi, la gioia di vivere va diminuendo. L'indecenza e la violenza sono in aumento, la povertà diventa più evidente”.  Per tutto questo, voto contro questo bilancio che non risponde ai problemi umani, ma è il puro continuato della cultura del sistema che è ormai in deflagrazione e che porta solo distruzione, macerie economiche e sociali.

                                           

Consiglio comunale del 02/07/2013 Dichiarazione di voto del consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista, sull’emendamento presentato da Crescere Insieme, al bilancio di previsione 2013



Consiglio comunale del 02/07/2013
Dichiarazione di voto del consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista, sull’emendamento presentato da Crescere Insieme, al bilancio di previsione 2013
Crescere Insieme ha presentato un emendamento all’IMU per gli immobili concessi a uso gratuito che dall’attuale imposta dell’1,03% passa all’0,6% portando l’imposta sugli immobili diversi dall’abitazione all’1,06%. Uscite 100.000 euro Entrate 100.000 euro.   Dopo avere letto tale emendamento al bilancio, sono rimasto allibito, dato che nel precedente consiglio comunale avevo presentato due mozioni per un bilancio che aiuti  la povertà e la miseria crescente dei cittadini di Villa Carcina e che unitariamente, anche se astenuti avete partecipato in modo furbesco a non approvare quel bilancio per i poveri di Villa Carcina. L’avete bocciato difendendo i privilegi e i redditi medio alti, negando la stessa costituzione. Allora mi sono domandato perché ora presentano l’emendamento al bilancio che modifica l’aliquota IMU innalzandola, non ha favore dei cittadini di Villa Carcina che sono nello scalone della povertà e della miseria, ma ha favore di chi da l’immobile a uso gratuito?  Iniziativa nobile parchè dare l’uso gratuito dell’immobile significa rinunciare a delle entrate, nel dubbio,  mi sono messo a fare un po’ di conti.                                                                                                                                                       Quanti immobili godranno della riduzione dell’IMU?  Fatto un po’ di calcoli, risultano beneficiari di questo emendamento, 200 immobili. Mondo boia! mi sono detto, non sapevo di vivere in un comune di francescani, sarà contento Papa Francesco che predica sempre l’umiltà e di aiutare il prossimo e di battersi per grandi ideali. Questo emendamento vuole fare delle opere di bene, siccome di opere di bene politiche, se ne fanno tante in questo stato, per poi scoprire che sono solo delle truffe legali, legate all’associazionismo dei furbi. Infatti nel codesto consiglio comunale viene specificato che: è a favore dei figli e dei parenti, cioè: alla politica del “tengo famiglia” e siccome in questa vita mi hanno fatto fesso parecchie volte, prima con la pensione, categorie di liberi lavori autonomi o coltivatori diretti, ecc, queste persone hanno pensioni da 500/ 700 euro al mese, dichiarano redditi da fame, persone che anno due o tre appartamenti o che viaggiano con macchine che non basta il loro reddito dichiarato per mantenerle. I loro redditi erano e sono, meno della metà dei redditi dei lavoratori dipendenti e non sono soggetti neanche all’addizionale Irpef comunale, parchè sono al di sotto dei cosiddetti fatidici 11.100 euro anno. Il loro fondo pensione è una voragine di debito da ormai da decine di anni e che a pagare erano e sono i lavoratori dipendenti e ora in aiuto salva debiti sono entrati anche  i lavoratori precari. I furbi hanno pensato, quando un precario potrà andare in pensione? Fatto due calcoli il precario potrà avere la pensione quando andrà al cimitero. Le orazioni funebri le stanno scrivendo il governo Letta facendo diventare i lavoratori tutti precari, spacciando provvedimenti,  come aiuto alla occupazione e allora vai, perché non adoperare i loro soldi per la pensione dato che non l’avranno mai, cosi tappano il debito degli autonomi dirigenti d’azienda ecc, che sono fondi senza fondo. Cosi come per decenni, non hanno pagato usufruendo i servizi della comunità, come asili, scuole, università borse di studio ecc, la lega dei furbi ha comandato in Italia. Per questo siamo nel girone più maledetto dell’inferno.


Consiglio comunale del 02/07/2013, Premessa, o dichiarazione di voto, all’emendamento di modifica al bilancio previsionale 2013, presentato da Marsilio Gatti, consigliere comunale, del Partito della Rifondazione Comunista.



Consiglio comunale del 02/07/2013
Premessa, o dichiarazione di voto, all’emendamento di modifica al bilancio previsionale 2013, presentato da Marsilio Gatti, consigliere comunale, del Partito della Rifondazione Comunista.
Questo emendamento è parte integrante della proposta per un bilancio che aiuti i cittadini di Villa Carcine che sono finiti nello scalone della povertà e della miseria. Le due mozioni al bilancio sono state respinte e rimane solo l’emendamento che da solo non potrà fare granché anche se importante. Questo emendamento non è stato presentato per togliere i privilegi della politica, perché 19,90 euro lordi per i consiglieri comunali, per ogni consiglio comunale o commissione comunale non sono privilegi e non coprono neanche le spese normali di un consigliere. Cosi come il rimborso spese mensile per gli assessori, non possono essere considerati dei privilegi, perché non coprono neanche le spese da loro sostenute. Nel prossimo rinnovo del consiglio comunale la legge stabilisce che la sua formazione è di 16 consiglieri eletti, quindi una diminuzione di 4 consiglieri ed è stata votata all’unanimità dal parlamento con la giustificazione della diminuzione dei costi della politica. Nel 2012 ho preso come consigliere comunale 230 euro in un anno, che assommati al totale del reddito sono rimasti 200 netti. Sono questi i costi e privilegi della politica? La legge che riduce i consiglieri comunali è stata fatta per impedire che culture diverse siano rappresentate nelle istituzioni innalzando la percentuale per entrare nelle istituzioni. Continuando a tagliare le rappresentanze e le culture diverse si forma un sistema unico di pensiero che tradotto e regime. Non deve meravigliarsi se la partecipazione dei cittadini, alla vita politica e sociale diminuisce perché non intravedono neanche una anche minima possibilità di potere cambiare l’impostazione economica e sociale dello stato. Questa è la prima causa che porta i cittadini ad odiare la politica. La gente non si sente rappresentata e di conseguenza rinuncia a votare, innalzando ogni volta la percentuale dei non votanti. Quelli che ci hanno governato e ci governano, attuano la sconfessione della costituzione, ogni testa un voto, che con le varie leggi fatte negli anni, hanno imposto che: una testa vale quattro voti e un’altra testa vale zero voti.

Consiglio comunale del 02/07/2013, Dichiarazione del consigliere comunale Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista, alla lettura da parte dell’assessore Marianini Claudio, degli ultimi caduti in Afghanistan, per un minuto di silenzio.


Consiglio comunale del 02/07/2013   Dichiarazione del consigliere comunale Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista, alla lettura da parte dell’assessore Marianini Claudio, degli ultimi caduti in Afghanistan, per un minuto di silenzio.                                                                                        
Contro le guerre, l’odio, il razzismo e la xenofobia.
La pace esiste, se esiste la cultura umana dell’essere e non dell’avere, del possedere, dell’accumulare, del potere. L’amore umano  è il fondamento principale  della evoluzione della specie umana.

Afghanistan:  Un paese martoriato da  oltre 30 anni di guerra
Il 24 dicembre 1979 l'esercito sovietico ricevette l'ordine di invadere l’Afghanistan, poi subentrano i Talebani finanziati dagli Stati Uniti per combattere i Russi. Dopo la presa del potere dei Talebani, il 7 ottobre 2001, le forze armate statunitensi e britanniche iniziarono un bombardamento aereo sull'Afghanistan e l'invasione di terra del territorio sotto controllo talebano. Dal gennaio 2006, la forza internazionale di assistenza per la sicurezza, (ISAF) denominata NATO, iniziò a rimpiazzare truppe statunitensi nell'Afghanistan meridionale.

Il cappellano militare
L’ordinario militare, mons. Pelvi (1), sostiene che: “fare il militare è una professione aperta al bene comune e allo sviluppo della famiglia umana. Descrive l’aeroporto di Ciampino dove arrivano  le salme dei soldati uccisi nelle missioni all’estero, come una scuola di fede e parla dei cappellani militari come di parroci senza frontiere, impegnati in una pastorale specifica sul fronte della pace”.

GLI EROI- (2 )
“Davanti ad ogni vita umana stroncata è doveroso un rispetto profondo, ma è davvero insopportabile questa retorica sulla guerra sempre più incombente e asfissiante, che continuano a chiamare le guerre “missioni di pace” ed esalta i cappellani militari.
Ci scandalizziamo ogni volta che, un cristiano infanga il termine missione, confondendolo con le guerre, chiamate ”missioni di pace”. Da sempre abbiamo presentato ai cristiani gli eroi della fede e ci scandalizziamo se ora volete rappresentarli con le armi in mano per nascondere le responsabilità di tanto sangue versato in questa inutile strage. Fate diventare "eroi per la pace" questi giovani strappati alla loro vita, vittime della guerra.
Le cosiddette “missioni di pace” non hanno mai prodotto nulla se non una  carneficina e non hanno niente a che fare con la cultura cristiana. Non  si contano nemmeno le vittime in campo nemico, degradate ad «effetti collaterali”.

Sintesi della storia dei cappellani militari
I cappellani militari sono presenti in ogni caserma, accompagnano le navi da guerra, le missioni all'estero e costano  allo Stato Italiano, compresa la loro organizzazione, 20 milioni di euro l’anno. Non si finanzia la spiritualità ma la cultura della morte.

Quello dei cappellani militari, sacerdoti cattolici inquadrati nelle forze armate italiane, è una storia che viene da lontano: tutti gli Stati italiani preunitari avevano cappellani militari inquadrati nelle rispettive forze armate sin dal XVII e XVIII secolo, tanto che nel 1865, dopo il compimento dell'unità d'Italia, il Regio esercito ne contava 189. Diminuirono drasticamente dopo l'occupazione di Roma del 1870, fino alla completa eliminazione nel 1878 da parte dello Stato italiano a causa del divieto papale nei confronti dei sacerdoti di portare assistenza all'esercito italiano considerato invasore dello Stato pontificio. I cappellani furono ripristinati e questa volta in massa, anche grazie ai mutati rapporti con il Vaticano e in vista dell'imminente entrata in guerra dell’Italia ( I° guerra mondiale). Nell'aprile 1915, il generale Raffaele Cadorna arruolò diecimila preti di cui 2.070 destinati ai corpi combattenti. Tra il 1922 ed il 1925. viene temporaneamente soppresso il servizio, rinacque poi nell'ambito di trattative tenute tra il governo fascista e la Santa Sede che segnò l'inizio di quel cammino che avrebbe portato ai Patti Lateranensi del 1929. Nel 1925 fu istituito dalla Chiesa e l'anno successivo riconosciuto dallo Stato con la legge n. 417 del 1926, l'Ordinariato militare per l'Italia, con a capo un vescovo che è contemporaneamente generale ed un contingente di sacerdoti, religiosi e religiose, inquadrati nelle forze armate con relativa divisa, gradi e stipendi. Questa impostazione non è sostanzialmente mutata dal 1925, quindi si può tranquillamente dire che l'attuale organizzazione dei cappellani è un residuo dell'epoca fascista. Infatti sia il Concordato del 1929 sia altre leggi dello Stato riuscirono a immettere i cappellani cattolici persino in santuari fascisti come la Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale e l'Opera Nazionale Balilla fino a giungere alla repressione in Libia, alla guerra d'Etiopia, alla guerra di Spagna ed alla II° guerra mondiale dove i cappellani assistettero, senza peraltro mai prendere una posizione di  condanna, alle atrocità delle truppe italiane commesse in combutta con i nazisti in Jugoslavia, fino ad arrivare all'8 settembre 1943, quando l'Ordinario militare Mons. Bartolomasi ordinò ai cappellani italiani di rimanere al fianco dei rispettivi eserciti contrapposti sia al sud sia al nord, ovvero a militare sia sotto la bandiera del Regno d'Italia sia sotto quella della Repubblica Sociale Italiana. Per servire quest'ultima venne istituita il 14 dicembre 1943 presso Verona la II Sezione dell'Ordinariato proprio per assicurare l'assistenza spirituale alle criminali bande fasciste che si resero responsabili dei peggiori eccidi. Tutto questo basterebbe per sciogliere l'Ordinariato, che invece fu confermato dopo la proclamazione della Repubblica e riformato nel 1961, nel 1973, nel 1997 e nel 2000: attualmente il clero dell'ordinariato militare italiano è arruolato nelle forze armate comprese quelle di polizia smilitarizzate. I relativi sacerdoti sono equiparati agli ufficiali.                                                                                                                                                                                  

Quanto ci costano le missioni militari all’estero?                                                                              Siamo presenti in ben 35 missioni e in 14 scenari diversi.                                                             Mandare i nostri soldati all’estero, costa al popolo Italiano,quasi 2 miliardi di euro ogni anno. A questo si aggiungono 20 miliardi per il mantenimento delle forze armate e  6 miliardi per l’acquisto di armi e armamenti.
                                                                                                             
Le vittime civili, coloro che non portano una divisa, è stato scritto con la minor pubblicità possibile. Il clamore con cui si da  rilievo alla morte di un militare è tanto esteso quanto lo è il silenzio che riguarda uomini, donne e bambini senza nome. Ogni anno, la missione dell’Onu in Afghanistan (Unama) tiene il rendiconto di quel silenzio che, viene per lo più ignorato dai giornali. La missione Onu ha calcolato che  al 29 dicembre 2011, risultavano 2.765 morti della coalizione in Afghanistan a seguito delle operazioni militari, 40 mila morti afghani e decine di migliaia di profughi e mutilati,  vittime dei raid aerei. Per sistemare la coscienza,  il generale britannico Rupert Smith ha definito «guerre tra la gente», in conflitti in cui, si vince la battaglia ma si perde la guerra.
Perché si fa la guerra in Afghanistan?
Se fosse un paese dove l’unica ricchezza e materia prima, fossero le patate, non farebbero di certo la guerra. La guerra in Afghanistan si fa per: le miniere d'uranio, il gasdotto trans-afgano, il posizionamento geo-strategico, il controllo del narcotraffico, le riserve petrolifere, ferro, rame, niobio, cobalto, oro, il litio, la cui richiesta e’ in aumento per via delle batterie dei veicoli elettrici e di moltissimi tecno gadget. I giacimenti afgani di litio sarebbero di entità pari a quelli boliviani, che attualmente soddisfano metà della richiesta mondiale.

l’Italia è in guerra.
E’ dal 2003-2004 che i nostri ufficiali integrati nel comando della Nato indicano  gli obiettivi da colpire dall’alto dei cieli.
Dal 27 giugno 2012 i tremila soldati italiani impegnati a terra nell’ «offensiva decisiva» Shrimp Net (Rete per gamberi) a sud di Farah, sono supportati dal cielo dagli elicotteri d’attacco Mangusta, dai Predator senza pilota ma capaci d’indicare gli obiettivi da colpire. Ora si aggiungono gli Amx con armamento micidiale: ordigni con sistemi sofisticati di precisione come il Lizard, bombe a guida laser e satellitare.
Il generale Chiapperini (3).ex comandante del nostro contingente in Afganistan conferma tutto. “L’Italia è in guerra”. Ora è ufficiale: “i nostri quattro cacciabombardieri Amx del 51esimo stormo, dispiegati a Herat bombardano a tappeto il nemico talebano”.                 Massimo Fogari(4), portavoce dello Stato maggiore dice: “ in passato, se avevamo bisogno dell’intervento dell’aviazione, chiamavamo gli alleati a compiere le missioni. Ora la nostra azione è diretta”. A Farah, la gente è molto disillusa, e la disillusione genera risentimento, che col tempo e massacri genera odio, che a sua volta ingrossa le fila dei combattenti.

Chi ha autorizzato l’entrata nella guerra aerea dell’Italia in Afghanistan?
È stato il governo «tecnico», sostenuto da Pdl, Udc e Pd e frange sparse del potere che ormai non rappresentano più nessuno, se non se stessi. Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, il ministro che più tecnico non si può: è ammiraglio ed è stato comandante delle forze Nato.
 Lo stesso che  muove lobby militar-industriali e schieramenti politici connessi e ha  ottenuto l’approvazione di ben 90 cacciabombardieri F-35, nella finanziaria rivisitata dalla spending review (5) , che taglia spese sociali, assistenza e pensioni, che ci costeranno dai 15 ai 20 miliardi di euro, più altri Miliardi  per il loro completamento e costi esorbitanti per il mantenimento. Il generale Fabio Mini,dichiara.” Quando si parla di incrementare o di armare gli aerei, si parla anche di acquistare i Predator armati sfruttando i morti per fare acquistare cose che non servono e non serviranno a nessuno. Delle cose fantasiose; gli F35, per un nemico che non esiste…e chi vuole vendere e comprare mezzi che costano l’ira di dio e che non serviranno a niente, fa una speculazione su questi morti”
Altro che conflitto d’interessi. E’ guerra, quella più sporca, che coraggiosamente dall’alto dei cieli, scarica sul terreno pioggia di morte. Siamo in guerra, ma è meglio tacerlo. Meglio non sapere che la nostra Costituzione fondativa, all’articolo 11, recita che: l’Italia bandisce la guerra come mezzo per la risoluzione delle crisi internazionali”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, grande mallevadore(6) del governo Monti, capo delle Forze Armate e garante della Costituzione: è lecito chiederLe se abbia autorizzato i bombardamenti aerei e se non ha niente da dire come capo dello stato e garante della costituzione Italiana,quella costruita dopo la essenza della demenza umana Nazifascista, costata decine di milioni di morti? Siamo al nocciolo del problema. I fuochi di guerra in corso e quelli nuovi che si annunciano aiutano le leadership occidentali a sostenere il «percorso di guerra», dentro la crisi del capitalismo globale, del loro modello di sviluppo.
Il capitalismo, che è fondato su una cultura economica e sociale che si deve produrre consumare e distruggere, cosi anche l’essere umano finisce in quell’infernale meccanismo di di autodistruzione, diventando un prodotto da usare e gettare,  quando è in crisi e non ha più sbocchi perché è marcio, allora riprende l’unica alternativa che attua ormai da secoli e secoli: la guerra . E’ il trionfo della morte sulla vita. In Afghanistan tutto questo si chiama crimine di guerra. Quel conflitto dura ormai più della guerra in Vietnam. Hanno allevato criminali e messi al potere per propri interessi, e questi criminali, come naturale della specie, si sono rivoltati contro i loro allevatori.  I bombardamenti aerei sono stati protagonisti, con la caratteristica di massacrare i civili, dicendoci abbiamo colpito i Talebani. Dai registri degli ospedali si possono verificare che: il 15% sono donne e il 35% sono bambini, vittime della guerra, ed è difficile considerarli come terroristi e nemici. Si fomenta l’odio negli afghani nei confronti degli occidentali e rendendo sempre più odioso e fantoccio il regime di Hamid Karzai: il corrotto presidente che sosteniamo militarmente. Siamo arrivati al punto che i raid aerei della Nato sono diventati il principale alleato dei talebani: più stragi di civili, più proteste popolari contro Karzai e la Nato. Tutto questo era purtroppo chiaro da tempo. Da quando il governo di centrosinistra accettò la presenza dei soldati italiani per fare la guerra in  Afghanistan. Altro che missioni di pace. La guerra,  è anche un fatto di abitudine. Ci si abitua ai morti, dunque anche alle bombe. Non ha suscitato grandi polemiche, anzi, nessuna, un silenzio assordante assai simile a quello che seguì le dichiarazioni di Giampaolo Di Paola nel gennaio scorso, quando al ministro ammiraglio in abiti civili, riuscì quello che al ministro civile in divisa, Ignazio La Russa, non era riuscito.
Nel novembre del 2010, aveva incautamente proposto di armare gli aerei italiani in Afghanistan. Allora ci fu una levata di scudi. Adesso fa e fanno carta straccia, nel silenzio più assoluto, delle prerogative del parlamento e dei dettati costituzionali.
E’ una guerra sporca che stiamo combattendo per conto terzi, da Prodi a Berlusconi,con Monti e ora continua alla grande con il governo Letta.
Tutti hanno difeso la presenza militare.
Tutti hanno taciuto sui massacri di civili.
Tutti nel disprezzo dell’articolo 11 della nostra Costituzione.
 L’industria bellica è una industria dello spreco, della distruzione, distrugge le persone, cose, inquina la terra. Rende inutile il lavoro delle persone e inutile la loro vita.
Ci sono i soldi per distruggere e ammazzare, distruggendo il bene comune e la difesa della UMANA VITA esistente. D'altronde è antitetico: o difendi la vita umana e la sua evoluzione, o difendi la cultura della morte.

L’Italia, l’Europa, il Mondo che amo, che festeggio e che voglio costruire: ripudia la guerra, l’odio, il razzismo e la xenofobia, lotta contro la povertà, elimina le spese militari e la cultura militaresca della società, investe sull’educazione, sul sapere, sulla conoscenza, difende, tutela e espande i diritti umani, la dignità umana e cura la Terra.   
UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE.                                                                                                                                                                                   
                                                                                 
1)   Mons,Vincenzo Pelvi (Napoli, 11 agosto 1948) è un arcivescovo cattolico italiano, attualmente Ordinario Militare per l'Italia. Il 14 ottobre 2006 papa Benedetto XVI lo ha nominato Ordinario Militare per l'Italia, elevandolo alla dignità di arcivescovo. In quanto Ordinario Militare per l'Italia, ha ricevuto il grado onorifico di tenente generale secondo quanto previsto dalla legge.
2)   ( Pax Cristi, Tavola della Pace rete Italiana per il disarmo e numerose associazioni sociali laiche e cristiane)
3)   Herat, 14 settembre, cambio di comando del Regional Command
      West(RC-W) ISAF: il generale Luigi Chiapperini, comandante della brigata bersaglieri                                               
      Garibaldi, ha ceduto il comando al collega Generale Dario Ranieri, comandante della  
      brigata alpina Taurinense
4)   Massimo Fogari Generale di Brigata : ottobre 2003 è diventato Capo Ufficio pubblica informazione dello Stato Maggiore della Difesa e portavoce del Capo di Stato Maggiore della Difesa.
5)   “revisione della spesa”
6)   (chi si fa garante, impegnandosi personalmente, per l'adempimento di un obbligo altrui)
7)   Fabio Mini, Generale di corpo d'armata, è stato capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa e a partire dal gennaio 2001 ha guidato il Comando Interforze delle
Operazioni nei Balcani Dall'ottobre 2002 all'ottobre 2003 è stato comandante delle operazioni di pace in Kosovo a guida NATO, nell'ambito della missione KFOR. ex comandante della Nato in Kosovo;”