lunedì 29 aprile 2013

Consiglio comunale del 23/04/2012 Villa Carcina. ODG: Applicazione del reato di tortura.


Il 10 dicembre 1984 l'assemblea generale dell'ONU ha adottato la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (RS 0.105)
La Convenzione concretizza la proibizione generale della tortura, obbligando gli Stati contraenti ad adottare una serie di provvedimenti adeguati, per assicurare la prevenzione e la lotta contro le torture e per proteggere l'integrità fisica e spirituale delle persone private della loro libertà.
Questa convenzione istituisce - analogamente ai Patti del 1966 - un sistema di controllo internazionale. Gli Stati contraenti devono rendere conto ogni quattro anni alla Commissione dell'ONU contro la tortura (CAT) delle misure da loro adottate per adempire gli obblighi che la Convenzione impone loro. La commissione può prendere posizione sui rapporti o formulare proposte di ordine generale.
 Con la ratifica da parte del 20° Stato membro, dal 26 giugno 1987 la Convenzione dell’ONU del 1984 diviene efficace.
 Per la Repubblica italiana la Convenzione stessa ha efficacia dall'11 febbraio 1989, avendo l’Italia depositato alle Nazioni Unite il relativo strumento di ratifica. La legge che autorizzava tale atto di ratifica (3 novembre 1988) conteneva l'ordine di esecuzione d'uso per le norme della Convenzione, già di per se esaustive, introducendo di fatto direttamente  nell'ordinamento italiano gli obblighi della Convenzione.
Ma tutto ciò è insufficiente al rispetto effettivo della Convenzione ONU, anzi proprio del suo "nucleo" essenziale, infatti gli art.1 e art.4 in combinato disposto sanciscono l'obbligo per gli Stati di legiferare affinché qualsiasi atto di tortura (come pure il tentativo praticare la tortura o qualunque complicità o partecipazione a tale atto) fosse espressamente e immediatamente contemplato come reato nel diritto penale interno, conformemente alla definizione di tortura prevista all'art.1 della Convenzione, con specifiche pene adeguate.
Contrariamente a detti impegni presi in sede internazionale, nel Codice Penale italiano il reato di tortura non è mai stato inserito.                                                                                                                  
In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità.                                                                    
La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Riguarda tutti noi, poiché è messa in atto da colui che dovrebbe invece tutelarci, da liberi e da detenuti.                                                                                                                     La convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti è stata adottata a Strasburgo il 26 novembre 1987                                                                                                                                                           Per l’Onu e l’Europa la tortura è un crimine contro l’umanità, ma per l’Italia non esiste. l’Italia viene ripetutamente condannata dalla Corte di Strasburgo per violazione dei diritti umani. I “reati” di tortura in Italia sono terribilmente in aumento, grazie alla sua impunibilità.                                                                                                                                      Concludo  con:
Dei delitti e delle pene di  Cesare Beccaria pubblicato nel 1764.  "Un uomo non può chiamarsi reo prima della sentenza del giudice, né la società può toglierli la pubblica protezione, se non quando sia deciso ch'egli abbia violati i patti col quale fu accordata. Quale è dunque quel diritto, se non quello della forza, che dia la potestà ad un giudice di dare una pena ad un cittadino, mentre si dubita se sia reo o innocente? Non è nuovo questo dilemma: o il delitto è certo o incerto; se certo, non gli conviene altra pena che la stabilita dalle leggi, ed inutili sono i tormenti, perché inutile è la confessione del reo; se è incerto, è non devesi tormentare un innocente, perché tale è secondo le leggi un uomo i di cui delitti non sono provati. Ma io aggiungo di più, ch'egli è un voler confondere tutt'i rapporti l'esigere che un uomo sia nello stesso tempo accusatore ed accusato, che il dolore divenga il crociuolo della verità, quasi che il criterio di essa risieda nei muscoli e nelle fibre di un miserabile. Questo è il mezzo sicuro di assolvere i robusti scellerati e di condannare i deboli innocenti."[. "Altro ridicolo motivo della tortura è la purgazione dell'infamia... Si crede che il dolore, che è una sensazione, purghi l'infamia, che è un mero rapporto morale...Un dogma infallibile ci assicura che le macchie contratte dall'umana debolezza e che non hanno meritata l'ira eterna del grand'Essere, debbono da un fuoco incomprensibile essere purgate; ora l'infamia è una macchia civile, e come il dolore ed il fuoco tolgono le macchie spirituali ed incorporee, perché gli spasimi della tortura non toglieranno la macchia civile che è l'infamia?. "...l'infamia è un sentimento non soggetto né alle leggi né alla ragione, ma alla opinione comune. La tortura medesima cagiona una reale infamia a chi ne è la vittima".
Il consiglio comunale di Villa Carcina, chiede che:                                                                                   il Parlamento intervenga al più presto con una legge che riconosca e applichi l’art.1 e l’art. 4 della convenzione ONU e Europea contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Hanno votato a favore: Rifondazione Comunista-Liberamente-Crescere Insieme                                         Hanno votato contro PDL - Astenuti: Lega Nord

Ordine del giorno: LIMITE REDDITUALE PER PENSIONE DI INVALIDITA’ Il Consiglio comunale di Villa Carcina


Consiglio comunale del 23/04/2012 Villa Carcina
Premessa:
Sulla delicata questione del calcolo del reddito, per ottenere la pensione di invalidità, siamo da sempre per calcolare il reddito individuale, senza considerare quello del coniuge. L'invalidità stessa è individuale, mentre il peso di tale invalidità ricade sulle persone a loro più vicine. Colpirle anche economicamente è umanamente devastante. Prendendo come
riferimento il reddito familiare non si fa altro che colpire la parte più debole e indifesa del Paese, introducendo per “paradosso” gravi discriminazione tra gli stessi invalidi. Basta pensare che, due persone con una stessa invalidità, possono o meno percepire l'assegno se siano sposati o meno. Preoccupa pertanto una recente sentenza della Corte di Cassazione che afferma il contrario, rischiando così di escludere decine di migliaia di persone dal diritto di ricevere la pensione di invalidità.
Il presupposto politico della sostenibilità finanziaria è del tutto falsa e ipocrita, dato che nel nostro paese c’è una evasione totale ( fiscale, contributiva, iva, costi della corruzione ecc) pari a 300 miliardi di euro l’anno, 400 miliardi delle attività criminali, mentre nel sistema pensionistico pubblico, esistono privilegi che da decenni rapinano i soldi versati dai lavoratori dipendenti e non per solidarietà a persone più bisognose.
Per questo, attraverso l’ordine del giorno che ho presentato, impegna il Consiglio comunale a chiedere al Parlamento una netta presa di posizione attraverso una legge che stabilisca, una volta per tutte, senza libere interpretazioni, che si deve tener conto solo del reddito della persona.
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Ordine del giorno:  
LIMITE REDDITUALE PER PENSIONE DI INVALIDITA’
Il Consiglio comunale di Villa Carcina
Premesso:
che negli ultimi cinque anni il sistema del welfare pubblico ha subito pesanti tagli da parte del Governo centrale, causando il ridimensionamento, quando non la chiusura, di prestazioni e servizi sociali essenziali;

che la nostra Costituzione garantisce i diritti sociali a promuove l’eliminazione degli ostacoli di uguaglianza;

che la spesa sociale non è un costo da tagliare, ma un investimento per un futuro migliore, socialmente inclusivo;

che la pensione di invalidità è un diritto sociale individuale:

Considerato:
che desta forte preoccupazione il recente pronunciamento della Corte di Cassazione (Sezione Lavoro, Sentenza n. 7.320 del 22 marzo 2013) che afferma che il reddito a cui fare riferimento non è solo quello individuale, ma deve essere sommato a quello del coniuge, se presente;

che la Sentenza non è legge e non incide immediatamente sulle prestazioni di milioni di invalidi civili, ma, potrebbe condizionare il confronto in corso fra INPS e Ministero del Lavoro proprio su questo tema;

che l’INPS a fine 2012, aveva emanato con circolare n°149 che prevedeva già il computo del reddito coniugale (e non più individuale) ai fini della concessione della pensione, che in seguito alle proteste delle Associazioni e dei Sindacati è stata poi ritirata;
Ritenuto:
necessario un immediato intervento da parte del Parlamento per evitare che una decisione di un tribunale possa escludere decine di migliaia di persone dal diritto ad avere la pensione di invalidità, già esigua nell’importo.
Chiede che:
il Parlamento intervenga al più presto perché si faccia chiarezza su un tema così delicato, stabilendo per legge che il limite reddituale per ottenere la provvidenza economica legata all’invalidità civile, parziale o totale, sia riferito solo ed esclusivamente al reddito personale.
Hanno votato a favore: Rifondazione comunista, Liberamente,
Cresciere Insieme, Pdl.                                                                                                Si sono astenuti: Lega Nord

Dichiarazione di voto del consigliere Marsilio Gatti, capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista, sulla mozione presentata dai consiglieri Elisa Fontana per la Lega Nord e Cristiana Taiola per Crescere Insieme nel consiglio comunale del 23/04/2013.


Ritengo che: non mi sia possibile votare contro la mozione perché ci siano delle ragioni da parte dei presentatori della mozione ne votare a favore della  mozione perché ritengo un puro regolamento dei conti e continuità della vecchia logica cementificatoria del territorio “rapinato” al diritto dei cittadini.
Quando Liberamente ha presentato la proposta della commissione speciale, dichiarai che ero d’accordo sulla parte della indagine storica che ci portava a capire come si era arrivati al PA5. Allora la maggioranza compresa la LEGA NORD votava contro tale proposta e Crescere Insieme a favore. Dopo un anno la proposta viene di nuovo ripresentata a firma di: Liberamente e Rifondazione e la maggioranza PDL-Lega Nord, votano a favore e Crescere Insieme contro. Si è perso un anno per tale indagine che allo stato attuale la commissione avrebbe svolto definitivamente il suo compito e avrebbe relazionato le sue conclusioni al consiglio comunale.                                    
Poi fatta la commissione, poco tempo dopo Crescere Insieme lascia la commissione e in seguito (dopo circa un anno) la Lega Nord segue e la storia continua.
Era chiaro che: sia la Maggioranza composta da PDL e Lega Nord prima e PDL, dopo l’uscita della Lega Nord, che Crescere Insieme, non avevano nessuna intenzione e volontà che la commissione facesse il suo lavoro perché a nessuno interessava del perché è stato possibile creare il PP5, fino ad arrivare al PA5. Perché allora come oggi, vigeva e vige la cultura che il territorio doveva e deve, essere cementificato. Tutti “volevano” la commissione per potersi fare la propria guerra, ma  a volere che la commissione svolgesse il ruolo definito dal consiglio comunale, cioè: SAPERE, si era e si è in pochi (anche se l’atteggiamento della attuale maggioranza è cambiato).                          
I capigruppo consiliari di Liberamente e di Rifondazione Comunista hanno presentato , ormai da quasi un anno, l’osservazione al Piano di Governo del Territorio, sull’area denominata, Piano Particoleggiato n°5, variazione d’uso dell’area: da edificabile, a verde ad uso Pubblico. Pensavamo e pensiamo, che siano cadute,  ormai , le ragioni della STU  e la necessità , di costruire, anche se questa amministrazione non ha intenzione di accogliere tale osservazione e quindi riportare l’area al servizio dei cittadini di Villa Carcina-  Questa società è costata fino ad ora senza far niente e senza il progetto definitivo per una amministrazione, all’ora, incompetente che non sapeva come fare e come uscirne dall’errore di tale creazione societaria, avendo anche cambiato il regolamento della società che dava ai soci di minoranza il potere di maggioranza, tra progetti e mantenimento della società, quasi due Milioni di EURO.
Ho scritto che l’allora amministrazione era incompetente e incapace, non per pura opposizione ma, cito solo un esempio: mi ricordo che nel 2001 l’amministrazione fece fare uno studio di fattibilità per il sottopasso di Pregno per collegare meglio ed in sicurezza, la zona industriale e la statale della Valletrompia, da tale studio e progettazione risultò che: dichiarazione del Sindaco Evaristo Bodini: “ non era possibile attuare tale progetto perché da 2,8 miliardi di lire, si passava ad un costo di 5 Miliardi di lire, con un aggravio per la amministrazione da 530 milioni a 2,7 miliardi”.  Riflessione:                                                                                                                                 Se ho a disposizione 2,8 miliardi di lire che sono sufficienti per fare la rotonda e vorrei fare il sottopasso che è più basso dell’alveo del fiume e quindi infiltrazione dell’acqua, che per non farlo diventare una bagnarola c’è bisogno di attuare l’impermeabilizzazione, che nel tratto del sottopasso ci passa il canale dell’acqua che va verso la ex TLM e devo deviarlo, diventa ovvio che il costo dell’opera minimo si raddoppia.                                                                                                                                                Domanda: quanto è costato tale progetto, dato che, non occorreva lo studio e analisi dei tecnici, ma solo l’uso della ragione?                                                                                    
Non aveva senso costruire una società di trasformazione urbana in un comune di 11 mila abitanti, dato che , Villa Carcina non è una metropoli urbana. Far nascere una società come la STU devi mantenerla. Se si voleva costruire, dato che avevate la maggioranza, bastava vendere l’area ai privati, che all’ora quelle aree erano, super ricercate e quotate, specialmente aree di centro e che il comune di villa Carcina con i soldi della vendita dell’area avrebbe costruito quello che voleva. All’ora si il comune e la piazza ecc, sarebbero stati a “costo zero” per il comune, ovviamente incorporato era la “rapina” del territorio ai cittadini.                                                                                                  
Allo stato attuale i consiglieri comunali non sanno ancora (in senso ufficiale, ovviamente) del perché il comune di Villa Carcina che fa parte della società denominata STU, che ha la maggioranza assoluta, non abbia approvato i bilanci 2010-2011-2012-della società, sostituito i consiglieri dimissionari e quali sono i motivi di tale scelta, che avrebbero dovuto essere comunicati al consiglio comunale.
 Il Sindaco e la giunta, rappresentano il comune di Villa Carcina, che ha la maggioranza di tale società e la maggioranza dei consiglieri. ha l’obbligo di dichiarare esplicitamente se tale società debba essere messa in liquidazione, come previsto dalla legge nazionale sulle società partecipate, specialmente le STU, anche se la non approvazione dei bilanci e la non definizione del progetto indica solamente che società e  progetto è ormai decaduto e non attuabile, sia per le condizioni finanziarie e di mercato e quindi non più sostenibile, sia per le necessità del comune. Che tale società e progetto non ha più senso d’esistere e che sono in corso trattative per la soluzione concordata è altrettanto ovvio..                                                                                                                                                
La società “nuova piazza” denominata STU,ha depositato alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di BRESCIA il 10/01/2012  l’inizio della procedura concorsuali, cancellazione e scioglimento.                                                                                  
Scioglimento data 19/01/2012                                                                                                         Liquidazione data 19/01/2012
Rifondazione Comunista ha fatto il possibile perché non venisse cementificata l’area del PP5 e poi denominata PA5. Il possibile come proposte perché tale area ritornasse alla comune utilità, con il minore  costo possibile per i cittadini. Già da allora con Valter Saresini che rappresentava Rifondazione, ed era il solo nel consiglio comunale ad opporsi al  progetto di cementificazione, che è stato redatto dalla giunta Bosio e accettato, con modifiche dalla giunta Bodini , fino ad oggi sempre,  Rifondazione e Liberamente che continuano con il diritto comune dell’area PA5.
Come ho dichiarato nella assemblea il 06-10-2011, salvare l’area denominata PA5 dalla cementificazione, per i bisogni della comunità, è fondamentale, anche se dovremo pagare un prezzo come collettività.
Pertanto non parteciperò al voto sulla mozione presentata dalla Lega Nord e Cresciere Insieme, per guerre inutili e dannose per la collettività.

lunedì 22 aprile 2013

Il ciclo - Il tempo L’evoluzione!




Il ciclo - Il tempo L’evoluzione!


Splende il sole
 i suoi raggi irradiano 
 monotono ciclo è il suo 
 per altri migliaia di anni. 


L’acqua, “vecchia” 
 dalla notte dei tempi, 
 la inquiniamo 
 purificata 
 la natura restituisce
 monotono ciclo è il 
suo per altri migliaia di anni. 


Imperterrito nel tempo 
 l’uomo procrea 
 senza domandarsi 
 che ci sta a fare 
 a questo mondo 
 e il suo tempo 
 è un lampo.




25/02/2013


Marsilio Gatti

Lettera aperta al pontefice.

Invio questa lettera aperta al sig. Jorge Mario Bergoglio: papa Francesco.                                                  
GESU':  "La mia casa è casa di preghiera e voi ne avete fatto una spelonca di ladri!".                                                                                                                                     
PAPA FRANCESCO : “Vorrei una chiesa povera per i poveri “.                                                                                                                                  

CARO papa, segua l'esempio dell'Arcivescovo cipriota Crisostomo II, che si è dichiarato disponibile ad alienare tutto l'immenso patrimonio della Chiesa ortodossa del suo paese. Un patrimonio fatto di palazzi, terreni, quote di società, azioni degli istituti bancari. compreso una birreria. Questa diretta assunzione di responsabilità per salvare Cipro dal collasso economico, senza dovere sottostare al diktat dei criminali bancari e della finanza dell'Unione europea. "Usiamo le nostre proprietà per salvare i bilanci e investire centinaia di milioni, perché la gente possa lavorare e la Chiesa prosperare”  ha detto l'Arcivescovo Crisostomo II, (se non è un’ipocrita, sarà il tempo a deciderlo, il dubbio è l’omaggio alla speranza.)  La Chiesa cipriota è il primo possidente terriero del paese.                                                                      
PAPA FRANCESCO:   “Costruiamo ponti, edifichiamo la pace”.                                                                                                 

CARO papa, elimini la banca del Vaticano, denominata lo I.O.R di cui ella è il capo supremo, dove il denaro custodito e ottenuto, gronda di sangue,  gridando vendetta al cospetto di DIO.  CARO papa,  elimini la organizzazione  dei cappellani militari, sacerdoti cattolici inquadrati nelle forze armate italiane presenti in ogni caserma, che accompagnano le navi da guerra e le “missioni” militari all'estero. I cappellani militari costano  allo Stato Italiano, compresa la loro organizzazione, 20 milioni di euro l’anno.                                                                                                                         

Smettendo di coltivare la cultura della morte e lo stato Italiano a finanziarla.                              
PAPA FRANCESCO:   "San Francesco insegna il rispetto e la custodia del creato"                            (cantico delle creature)                                                                                                                                      

Avere a cuore il creato, per i credenti, dovrebbe significare prendersi cura delle creature di Dio e dell'ambiente in cui ognuno di noi vive.                                                                                              
Papa Benedetto XVI: “Difendiamo il creato dall'egoismo dell'uomo, minato da uno sfruttamento selvaggio, dall'inquinamento, scelte e stili di vita e che a farne le spese, ha aggiunto, sono soprattutto "i poveri “.                                                                                                   Caro Papa, il “suo creato” (il mio è ecosistema) è drammaticamente in distruzione  inquinato, bombardato, maciullato nelle sue materie prime e umane e soprattutto nel suo insito sapere. Gli scritti e le parole (anche se importanti, perché rimangono nella storia) non risolvono i problemi, ma la loro attuazione si.     Le auguro tutto il bene umano.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Marsilio Gatti. 24/03/2013 -