domenica 13 maggio 2012

CONSIGLIO COMUNALE 26/04/2012: MOZIONE APERTURA NUOVA FARMACIA


Dichiarazione di voto del consigliere Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista e del consigliere Valter Saresini di Liberamente sulla mozione: apertura nuova farmacia presentata da Crescere Insieme (PD)
                                                                                                                                                         Voteremo a favore della Mozione perché:                                                                                                                                               1) Sconfessa il Patto di Stabilità.                                                                                     2) Sconfessa il “Salva Italia” –articolo 11 -che contiene le norme che impediscono la prelazione ai comuni delle nuove aperture delle farmacie.                                                                     
 3) Sconfessa il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione modificando    l’articolo 81.

Le conseguenze del decreto Liberalizzazioni, convertito in legge il 22 marzo 2012.

Manca la riconferma nella legge (la legge 2.4.1968, n. 475)  del diritto di prelazione dei Comuni sulle oltre 3.000 farmacie che saranno aperte attraverso il concorso straordinario e la perdita di mercato con l’introduzione della vendita di alcuni farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie. Le farmacie comunali, quindi, non saranno solo economicamente più deboli, ma anche numericamente. La rappresentatività delle farmacie comunali sul totale del numero delle farmacie sul territorio, che prima del decreto era pari all’ 8%, subirà infatti un’ulteriore riduzione arrivando al 7%.

Lacrime di coccodrillo o ipocriti gestionali?                                                              Dice L’ANCI, delusione su farmacie comunali.                                                              Delude la mancata cancellazione del divieto di prelazione comunale rispetto alle nuove aperture cittadine Auspichiamo pertanto che il Governo sia sensibile alle richieste dell'ANCI quale portatrice delle esigenze dei territori, condividendo gli interventi chiarificatori da inserire nel previsto regolamento sui criteri per l'analisi di mercato e la delibera quadro sull'affidamento in esclusiva''                                                                                
Avanti potete fare anche di peggio, altro che Europa. 
                                                                                                                                                         
Il riconoscimento delle farmacie comunali viene innanzitutto dall’Europa che avvalla non solo il diritto di prelazione sull’esercizio della metà delle sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione, ma nel contempo distingue l’esercizio delle farmacie comunali da quello di ogni altro servizio pubblico locale.                                                                                                
 Nel 1968 la riforma Mariotti, con la legge 2.4.1968, n. 475, stabilì che l’apertura delle farmacie comunali avvenisse invece a seguito della revisione biennale della pianta organica, garantendo ai comuni il 50% delle farmacie di nuova istituzione o vacanti sulle quali potevano esercitare il diritto di prelazione. Negli anni ’90, sulla spinta della cultura liberista incomincia la legiferazione che  vide poi farsi strada le cosiddette privatizzazioni nell’ambito di un processo culturale che cominciò a far venire meno la percezione del ruolo sociale svolto dalle farmacie pubbliche, si giunse persino tra il 1989 ed il 1990 a prevedere la facoltà, per i comuni, di alienare la titolarità delle farmacie possedute e il continuo susseguirsi di norme in materia di servizi pubblici, sempre più finalizzate all’ingresso dei privati,                                                                                  
Sospendere per i Comuni il diritto di prelazione sulle farmacie di nuova istituzione è il principio alla base dell’elaborazione dell’art. 11 salva Italia, per la sua attuazione la scelta è stata ideologica, scelta di classe, scelte speculative, la sanità, la salute, deve creare profitto, deve essere una merce e quindi anche l’essere umano deve diventare merce del mercato. Quelle forze politiche che hanno approvato il “Salva Italia” e il decreto Liberalizzazioni, convertito in legge il 22 marzo 2012. sono responsabili di tale e nefasto principio.

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