martedì 2 marzo 2010

Ordine del giorno: solidarietà ai lavoratori immigrati di Rosarno.

Spett/le Ufficio Protocollo 1/03/2010
Al Sig. Sindaco Arch. Prof. Gianmaria Giraudini
Comune di Villa Carcina.



OGGETTO: o.d.g. solidarietà ai lavoratori immigrati di Rosarno.


Quello che è successo a Rosarno (Reggio Calabria) resterà scritto
nei libri di storia della Repubblica Italiana, di come era ed è ancora
la realtà civile, sociale, culturale e politica dell’Italia.
Del più assurdo degrado civile e democratico, di cui le organizzazioni criminali operino sul territorio in” assenza dello Stato”.
Cosa fa il ministro dell’interno?
Lavoratori deportati senza che lo Stato abbia colpito gli sfruttatori,
la criminalità organizzata. Avrebbe dovuto requisire i loro patrimoni
mobili ed immobili, ma hanno requisito le paghe dei lavoratori migranti,
la loro dignità, chiudendo gli occhi sulle evasioni fiscali e sociali,
sulle condizioni di vita degli esseri umani.
Cosa potevano chiedere in più tali organizzazioni allo stato?
Tanto le arance o clementine non raccolte, per loro
non sono un danno, perché chiederanno i rimborsi alla comunità europea.
Il vero danno è che, non permettono la nascita di una economia sana e civile,
quindi, l’evoluzione della civiltà.
Controllano il territorio e le distribuzioni di merci.
Sono in perfetta consonanza con la lega dei furbi legalizzati.
Tutto si ripete senza che niente sia successo.

Scrive Tonio Dell’Olio
“E la mafia ringrazia. Perchè i governi si susseguono e le maggioranze si rovesciano ma le porte continuano a chiudersi in faccia a questa umanità
dolente che bussa alla speranza.
Perché fuggono dalla disperazione, quei sogni, quelle vite,
quelle mani desiderose di faticare per spedire quattro soldi a casa
e mangiare pane di sudore.
Ed è per questo che sono disposti a pagare qualunque prezzo
pur di attraversare deserti e mari per giungere a toccare
una terra santa in cui poter ritornare a sperare.
E la mafia ringrazia. E incassa. E ringrazia anche perché
potrà sfruttare quelle braccia per quattro soldi e potrà chiedere loro
il pizzo del caporale e quello di una catapecchia e quello
del trasporto da casa al podere in cui raccogliere le arance.
E la mafia ringrazia. Perché questo paese non ha leggi umane
per la povera gente e perché tutti gli altri si voltano dall’altra parte.
E la mafia ringrazia perché queste sono braccia buone a vendersi
anche per fare del male.
La disperazione. Qui nella Piana tra San Ferdinando e Rosarno dove la campagna urla una natura generosa e gli alberi sembrano vestiti a festa per il Natale,
non te l’aspetti che la miseria ti colpisca alle spalle che qualcuno
sia pronto a sfruttarti perché qui da sempre il lavoro è chiamato fatica e sono popoli nomadi senza romanticismo. Nomadi per lavoro. Nella Piana e nella Locride fino a Reggio ti capita sovente di incontrare gente che è capace di parlarti in tedesco perché Kalzrude lavorava da manovale o nei dintorni di Berna indossava una tuta da lavoro per andare in fabbrica .
Qui sanno che sapore ha la polvere mischiata al pane e alle lacrime e alla nostalgia del sole e di una campagna vestita a festa. Ma la mafia ringrazia perché si dimentica presto e “chi ha il ventre pieno non crede al digiuno”. Parleranno gli studiosi e ci diranno che il fenomeno delle migrazioni è esistito da sempre
Linfa umana nuova e diversa che circolando tra sponde e strade
si mischia alla vita, trasportando con sé culture e tradizioni, facendo muovere persino i sapori della cucina fino a condizionare ed arricchire i ricettari. Tutto questo sciamare di popoli sta inscritto nel DNA della razza umana. Questo migrare di volti
e di storie, questo rigare di lacrime i volti in partenza sui porti
è reso più drammatico oggi da una fame che non conosce precedenti nella storia e dalla velocità delle comunicazioni
e delle informazioni. Volersi opporre a tutto questo con la carta delle leggi o con leggi di carta è come voler distendere una rete
in aria per fermare il vento.
Carne umana che preme sulla pelle del mondo.
E la mafia ringrazia perché questa è carne che si compra
e che si vende. E che si ammazza anche per futili motivi.
Solo per far capire chi è che comanda veramente qua.
Solo per educarne cento. Che tanto noi non li conosciamo per nome e non abbiamo mai pensato che, avvolto in un panno grezzo, anche loro conservano la reliquia di una foto con bimbi che sorridono senza denti e mogli che guardano fiere davanti a sé.
Che anche loro durante il lavoro cantano i ritornelli della loro terra e a volte si commuovono e non vogliono farlo vedere.
“Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di gioia, i nostri oppressori: “Cantateci i canti di Sion!” Come cantare i canti del Signore in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia? (Salmo 136)
E la mafia ringrazia perché spesso anche le nostre chiese hanno assopito le proprie coscienze e non ripetono più né il pianto né la denuncia. Per l’orfano, per la vedova e per lo straniero.
E le mafie ringraziano perché mai si sarebbero aspettate che ad essere loro complici fedeli fossero genti del nord raccolte in un partito a progettare la condanna alla clandestinità,
ovvero a chiedere i passaporti alle mafie e viaggio e pedaggio .Questa anagrafe della vita ribolle sotto i colpi dell’inospitalità e ci invita alla scuola di una nuova umanità in cui sono loro i maestri che, dalla cattedra della fatica e del sudore ci insegnano come si fa l’antimafia.
Col sangue, con la fatica, col sudore e con la coscienza che ancora sa dire no alla prepotenza.”



Chiedo che venga inserito nell’o.d.g del consiglio comunale di giovedì 04-03-2010
:
chiedo che venga inviata
al Presidente della Repubblica
al Presidente del Consiglio
al Ministro degli Interni
alla Ministra dell’Istruzione


Colgo l’occasione per porgere i miei distinti saluti.

In fede.

Marsilio Gatti
Consigliere comunale di Rifondazione Comunista

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