domenica 21 ottobre 2012

Consiglio comunale del 03-07-2012 Dichiarazione di voto del capogruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista, Marsilio Gatti, sull’ambito di trasformazione urbana (AdT4) Carcina.



PREMESSA

Nella storia umana la terra nasce come bene comune. Terra comune significa terra che include e non esclude: bene al quale tutti possono accedere. La terra comune, proprio perché includente, non comporta dominio né violenza né possesso. La storia ci mostra come all’origine dell’esclusione vi sia sempre un atto di violenza, fisica o normativa. La terra esprime utilità che corrisponde a valori tutelati costituzionalmente e che pertanto deve essere salvaguardata per permetterne la fruizione dell’intera collettività e soprattutto delle future generazioni: dal paesaggio all’ambiente, dalla salute all’alimentazione, dalle formazioni sociali al territorio, dalla cultura al lavoro. ( anche se oggi con festa orgiastica, dell’ABC, hanno distrutto l’impianto e le fondamenta della costituzione che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro). Sono utilità che possiamo qualificare come fondamentali, proprio perché connesse a diritti fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione: come le utilità che si riferiscono alla naturale fertilità della terra e perciò alla genuinità dei prodotti agricoli e che si connettono al diritto alla salute (art. 32 cost.); o quelle che sono legate alla morfologia preesistente e che richiamano sia il diritto al paesaggio (art. 9 cost.) sia, grazie al mantenimento del manto vegetale, il diritto all’ambiente salubre (art. 32 cost.); o quelle che discendono dalla idoneità della terra a essere lavorata e che pertanto consentono l’attuazione del diritto al lavoro (artt. 35 e 44 cost.); o quelle che derivano dal fatto che la terra è elemento fondante della cultura e delle tradizioni delle popolazioni insediate (artt. 2 e 9 cost.). Del resto, quando nelle elencazioni si fa riferimento a beni comuni come i boschi e le acque, le alte montagne e i parchi, il paesaggio e il territorio, il cibo e le produzioni tipiche, la terra è sempre presente nella sua coinvolgente fisicità: contiene l’acqua, fonda il paesaggio, è elemento costitutivo del territorio, garantisce tipicità e genuinità alimentare. In ultima analisi è un bene comune che nella sua materialità rappresenta la base fondamentale di altri beni comuni.
Il primo bene comune è proprio la terra, il nostro pianeta, «Condizione per tutti gli altri beni. Appartiene all'universo a sé stessa ed all'insieme degli ecosistemi che la compongono.  Gli esseri umani non sono i suoi padroni, ma i suoi ospiti: per essere generatrice di vita ha la dignità ed il diritto di essere curata e protetta. La biosfera è un patrimonio che l'umanità deve tutelare. Questo vale per tutte le risorse naturali: l'aria, l'acqua, la fauna, la flora, i microorganismi ed anche, per il mantenimento del clima.

DICHIARAZIONE

Il territorio di fondo valle della bassa Valtrompia, dal Comune di  Concesio sino a  Marcheno e Tavernole, si caratterizza come quasi  completamente occupato da edifici e costruzioni anche industriali  di relativa recente edificazione che  occupano ormai quasi tutti gli spazi della zona non interessata dal territorio montuoso, che in alcuni punti è assai stretta e delimitata da pendii  assai  scoscesi.
Nel Comune  di Villa Carcina, e in particolare  nella parte a sud che va verso  Concesio, l’area che dovrebbe essere  occupata dall’ADT4 è l’ultima area non montana interessata ancora oggi da spazi non edificati e da colture agricole.
L’occupazione  di quest’ultima area eliminerebbe nel territorio comunale  di Villa Carcina una delle ultime aree di compensazione tra la zona occupata da edifici, che è pressoché la totalità del fondo valle e le residue aree verdi che ormai sono individuabili esclusivamente come quelle a fianco del fiume Mella, a nord della frazione  di Pregno e verso il Comune  di Sarezzo.
Ad esclusione di quelle, il Comune di  Villa Carcina non dispone praticamente più di aree adibite a verde e inedificate. Tale situazione appare contrastare con la prescrizione  di cui all'art.8 -comma 2°- lettera e della L.R. 12/2005 e s.i.m., là dove si prevede che il PGT delinei i criteri di intervento, preordinandoli alla tutela paesaggistica, storico-monumentale, ed ecologica.
In tale caso, sembra del tutto evidente che tale tutela ambientale,  sia totalmente venuta meno nella previsione dell'ambito di trasformazione in questione.
La prescrizione sembra contrastare anche con l’art.10 - comma 1° - lettera e - n. 2, dove si  prescrive che il PGT individui le aree di  valore paesaggistico, ambientale ed ecologico.
Nel caso di specie, non sembra affatto che tale individuazione sia avvenuta.
Di tale situazione l’A.C. dovrà rispondere  in termini di illegittima applicazione delle normative riguardanti la formazione dei PGT e la loro attuazione.

2)Rilascio dei  pareri obbligatori per legge.
Per quanto concerne invece i pareri obbligatori per legge e rilasciati sull’opportunità dell’approvazione del Piano dell’ambito di trasformazione, si ricorda che l’ARPA - Dipartimento  di Brescia- ha fortemente sconsigliato l’intervento, dando una valutazione tecnica assolutamente negativa afferente la VIA dell'infrastruttura stradale “Autostrada della Valtrompia” che scorre nelle immediate vicinanze del futuro insediamento a sud dello stesso.
Ricorda infatti l’ARPA che nel provvedimento VIA il sistema  di ventilazione delle gallerie che iniziano proprio immediatamente a sud dell'insediamento dovrà garantire,  in ogni posizione del tracciato in galleria, un ottimale aspirazione ed allontanamento dei gas di scarico, evitando pericolosi accumuli di inquinanti.
Osserva ancora l’ARPA che da indagini svolte è emerso che i fenomeni di molestia olfattiva allegati alla popolazione residente nelle vicinanze degli sbocchi della galleria (e questo è il nostro caso), subiscono una recrudescenza allorché il funzionamento del sistema di evacuazione sia in fase automatica, come quello previsto per l’Autostrada della Valtrompia, ed in altre parole, ad intervalli  nei quali regolarmente si espelle il gas, che ha  concentrazione di inquinanti rilevanti.
Ciò sta a significare che la concentrazione dei gas presenti nella galleria e che dovranno essere  convogliati all’esterno della stessa, a cominciare proprio dall’imbocco che è  immediatamente a sud  dell’insediamento, comporteranno  la diffusione all’esterno della galleria di  notevolissime concentrazioni di inquinanti, nonché del particolato  sospeso in aria e dunque delle famigerate  polveri sottili che potrebbero portare a situazioni di inquinamento molto superiori ai limiti di riferimento. Per tali motivi dovrebbe essere  garantito non solo un regolare sistema  di pulizia della sede stradale che riduca al minimo la presenza di polveri soggette a dispersione eolica, ma anche la predisposizione  di una rete di rilevamento della qualità dell’aria la cui postazione dovrà essere preventivamente concordata con gli enti di controllo.  
Tutto ciò non sembra allo stato sussistere o essere previsto, per cui l’insediamento è sottoposto ad un gravissimo rischio di esposizione a fortissime concentrazioni di sostanze inquinanti e di polveri sottili, quali il PM10, che si andranno ad accumulare proprio in prossimità degli edifici previsti dal piano attuativo  in questione e che metteranno  a gravissimo repentaglio la popolazione ivi residente.
Pertanto l’insediamento deve considerarsi a grave rischio ambientale e della salute dei cittadini, per cui la realizzazione dello stesso comporta l’assunzione di responsabilità circa la possibilità che i residenti del luogo possano essere colpiti da patologie di tipo respiratorio, e purtroppo con rischio anche di tipo oncologico, e che tutto ciò costituirà un gravissimo pericolo per la popolazione,  di cui l’A.C. e i consiglieri di opposizione  che approveranno il piano attuativo, si dovranno prendere la piena e completa responsabilità.

Da ultimo si rileva come l’ASL di Brescia –Distretto Socio-Sanitario n. 4- abbia rilevato nell’ADT4 diverse criticità, fra cui la fascia di rispetto del fiume Mella, il corridoio primario della rete ecologica regionale lungo il fiume Mella, la zona critica della qualità dell’aria e la necessità di fascia di rispetto nei riguardi di previsione della realizzazione del raccordo autostradale A4 da Brescia alla Valtrompia, nella parte sud, non senza rilevare che l’ADT4 è assai prossimo anche all’area industriale di Via Sardegna, e dunque a  possibile rischio di inquinamento da  emissioni industriali.
In tale situazione l’ASL ha considerato l’accumulo di tali criticità nonché la possibilità per quanto riguarda la qualità dell’aria, di forti impatti relativi a concentrazioni di PM10, non avendo considerato altri inquinanti tipici del traffico veicolare quali ad esempio il benzene e gli IPA.
Dunque, sotto tale profilo, l’autorità sanitaria mette in guardia da concentrazioni di inquinanti le cui concentrazioni non sono state neppure compiute in modo completo e  sistematico, secondo lo stesso ente sanitario.
Un’ultima criticità, messa in evidenza dall’ASL, è quella relativa all’inquinamento acustico per cui l’insediamento potrebbe essere esposto ai valori  di sorgenti  sonore prospicienti le strade primarie  di scorrimento, atteso che non solo in zona passerà l’Autostrada della Valtrompia, ma verranno predisposti svincoli e raccordi tali da mettere in collegamento la detta arteria con la viabilità già esistente , che è costituita dalla strada provinciale della Valtrompia, ex SS 345, dalla tangenziale sud e dalla strada che dalla frazione di Calina, porta verso Concesio e San Vigilio.
In questa complessa situazione l’ASL ha espresso parere nettamente negativo alla individuazione  di area a
destinazione residenziale nella fascia in cui si prevede l’insediamento in esame, mettendo l’A.C. in guardia dai notevoli rischi  di danno alla salute, nei quali potrebbero incorrere le popolazioni ivi residenti e di futuro insediamento.

Conclusioni

Alla luce di tutto quanto sopra,
Ostando le considerazioni di carattere urbanistico collegate agli aspetti paesaggistici ed ecologici;
Ostando altresì le valutazioni dell'ARPA in riferimento ai profili ambientali (eccessive concentrazioni di gas e articolato);
Ostando altresì, sotto vari profili, il parere fortemente negativo espresso dall’Autorità Sanitaria.

                                    CHIEDO

All’Amministrazione Comunale di Villa Carcina e a tutti i consiglieri di soprassedere all’approvazione dell’ADT4 stanti le gravosissime responsabilità che si assumerebbero con l’approvazione di tale piano attuativo. Si decida la sospensione dell'insediamento fino a che non saranno risolte tutte le criticità relative  alle interferenza tra il percorso  dell'Autostrada della Valtrompia e   della relativa viabilità di raccordo e l’ADT4. Che tutto il consiglio comunale insieme alla amministrazione, chieda alla Provincia di Brescia ed ANAS l’eliminazione  dal PTCP della predetta autostrada e dunque la definizione di condizioni ambientali migliori rispetto alle quali poter valutare l’insediamento, attuando l’immediata sospensione dell’AdT4.
Confido per le ragioni sopra esposte, nell’accoglimento delle sopra  indicate considerazioni e proposte conclusive.



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