lunedì 4 novembre 2013

IL LAVORO C'E', I SOLDI PURE, ALLORA PERCHE' TANTA DISOCCUPAZIONE E MISERIA?



IL PICCOLO GIORNALINO – Marx -
Dalla serie “Io penso al futuro”
IL LAVORO C’E’, se si applica la conoscenza e il sapere acquisito dal tempo di vita. “Il capitalismo non è intelligente, non è bello, non è giusto, non è virtuoso e non produce i beni necessari.”
I SOLDI PURE, se si applica il diritto che la società privilegia il lavoro umano per la propria dignità come evoluzione e non gli “spiriti animali” degli imprenditori
ALLORA PERCHE' TANTA DISOCCUPAZIONE E MISERIA?
Il sistema attuale, economico e finanziario, mai potrà dare un lavoro alle persone, ne garantire loro dignità come esseri umani. Il mercato non risolve i problemi sociali e umani, ma li aumenta portandoli fino alla cancrena. Il sistema finanziario e bancario vive sulla usura e sono società organizzate criminalmente. le grandi aziende agiscono con la cultura incostituzionale, che le piccole e medie aziende, compreso il commercio, seguono perché, accettano che il lavoro non è un diritto e neanche la dignità delle persone, ma solo oggetti da usare e gettare. (e tale cultura distrugge la civiltà)
Cosa fare?
Piano di lavoro nazionale che attua l’economia umana, la dignità delle persone e la sicurezza del proprio territorio.
Piano di lavoro
1) Recupero e messa in sicurezza del territorio nazionale.
Riassetto idrogeologico del territorio, messa in sicurezza delle montagne, colline, fiumi, frane, allagamenti, prevenzione di calamità, messa in sicurezza degli edifici pubblici, scuole, ospedali, migliorare l’eco efficienza degli edifici pubblici, recupero del patrimonio abitativo e recupero dei beni culturali.
Come?
Lo Stato assume 1Milione di persone, con uno stipendio di 1.300 euro al mese netti, che per 1 milione di persone fa: 26 Miliardi di Euro anno e altri 26 miliardi di euro per i materiali e strumenti per il lavoro.
Dove si prendono i soldi per il piano di lavoro nazionale?
Cambiando le leggi attuali, sulla evasione e elusione fiscale. Allo stato attuale, sono leggi che garantiscono e tutelano la evasione e la elusione fiscale. Con tale modifica, lo stato avrà un introito di circa 200 miliardi di euro anno. BASTANO E AVANZANO per altri progetti sociali come la scuola, la sanità, la ricerca, le pensioni.
Come si cambiano le leggi fiscali?
Ecco un esempio: l’evasore totale e i grandi evasori sono da considerare sia a livello civile che penale dei criminali e come tali devono essere trattati, confiscando loro, TUTTI i beni mobili e immobili. UN solo articolo e una sola riga della legge, che non offre a questi criminali nessun ricorso giuridico.
La confisca di tutti i beni diventa quindi automatico.
Cosa succede con un milione di persone che lavorano?
Queste persone, possono soddisfare i propri bisogni di alimentasi, vestirsi, curarsi, cambiare elettrodomestici e avere una vita dignitosa, incrementando la domanda dei consumi e dei beni necessari alla produzione.
Quanti posti di lavoro creano un milione di persone che lavorano?
Alcune, centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro, si riprende, l’economia sociale, aumentano le produzioni, il commercio, aumentano le entrate fiscali e contributive dello stato.
Come e dove investire le nuove entrate fiscali?
Lo stato, con questo progetto, recupera il 15% ogni anno del capitale investito. Il capitale recuperato ogni anno, deve essere investito per le nuove produzioni e riconvertire le attuali, che rispettano il diritto e la dignità delle persone e dell’ambiente.
Perché non lo fanno?
Perché le forze politiche, sindacali e sociali, sono i diretti responsabili dell’attuale disastro economico e sociale.
Un “grande” sindacalista diceva: “quando un sindacato non riesce più a garantire un salario dignitoso alla persona che lavora e  alla sua famiglia, questo sindacato è un sindacato che tutela il sistema del capitale”, cioè: gli “spiriti animali”
Con una diversa cultura politica sociale ed economica e organizzazioni sociali che difendono il diritto e la dignità delle persone e applicano la Costituzione Italiana, quanti soldi si possono recuperare da destinare alla società civile?
Calcolo
Costo dei cappellani militari
20 milioni di euro anno
Evasione fiscale:
250 Miliardi di Euro anno.
Costo della corruzione:
70 Miliardi di euro anno.
Evasione contributiva:
30 miliardi di euro.
Recupero della economia criminale
Bilancio attività della criminalità organizzata italiana:
400 Miliardi di Euro anno.
L’Italia è governata dalla classe politica che nega la stessa costituzione Italiana e quando governano le istituzioni, giurano sulla Costituzione Italiana e sui suoi principi.
Questa è una classe politica indegna di esistere.
Hanno, creato un esercito d’attacco contro i principi della stessa costituzione che prevede un esercito solo di difesa e non offensivo, e pertanto adeguando tale esercito d’attacco, questa classe dirigente, non rispetta più neanche l’articolo 11 della costituzione dove sancisce:
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Quanto ci costa un esercito d’attacco?
30 miliardi di euro anno
Quanto ci costa un esercito di difesa?
15 miliardi di euro anno.




Nel 2012-2013, 118,21 miliardi di euro sono finiti dalle tasche dei pensionati, direttamente nelle casse dello Stato, di cui:, 101,6 miliardi sono arrivati dall'Irpef nazionale, 3,82 miliardi dalle addizionali regionali,  1,19 miliardi da quelle comunali,
3,6 miliardi per il drenaggio fiscale, 8 miliardi per il blocco della rivalutazione annuale delle pensioni. Solo con i soldi versati dai pensionati, darebbero lavoro alle persone disoccupate e uno stipendio di 1.300 euro mensili netti a più di DUE milioni di persone, creando sicurezza, beni comuni e invece finiscono nelle tasche dei ladri di stato, degli  speculatori, dei banchieri, degli usurai, che sono pari all’1% per cento della popolazione.

LAVORO, DIGNITA’ O DELINQUENTI? - A VOI LA SCELTA.
Circoli di Rifondazione  Comunista
della Valtrompia 27/10/2013

giovedì 26 settembre 2013

Consiglio comunale del 23/09/2013 - Dichiarazione di voto del capogruppo consiliare Gatti Marsilio, del Partito della Rifondazione Comunista su: Variante al PGT e terza variazione del bilancio comunale.



Non ho scritto quasi niente, perché ho fatto sciopero contro me stesso. E’ inutile correre, perché oltre il limite, si va incontro alle varie distrofie muscolari.Questa è una dichiarazione unica, sia sulla variante al PGT, che alla terza variazione del bilancio. La realtà in cui vivo è che, non è ancora pienamente matura la cultura del Bene comune, perché da parte degli amministratori pubblici, si continua a legalizzare al peggio la distruzione del territorio di competenza; territorio che viene considerato solo come spazio da consumare e non come un bene da tutelare. Purtroppo il consumo del territorio, non è percepito dalle grandi masse, come un problema da affrontare nell’immediato e non viene mai rappresentato come tale da chi detiene i mezzi per farlo e vi dovrebbe provvedere  secondo i dettati costituzionali. La difesa e la tutela del territorio sono infatti principi sanciti dalla Costituzione, per contrastare il progressivo degrado del paesaggio e l’ossessiva dilapidazione dello spazio che abitiamo.                                                                                  
 «Il degrado di cui stiamo parlando, non riguarda solo la forma del paesaggio e dell'ambiente e nemmeno solo gli inquinamenti, i veleni, le sofferenze che ne nascono e ci affliggono». E’ una forma di declino complessivo delle regole del vivere comune, reso possibile dall’indifferenza, da leggi semplicistiche e contraddittorie, fatte per essere aggirate con disinvoltura, dal malcostume diffuso e dalla monetizzazione di ogni valore.  Ne è un drammatico e scandaloso esempio, il recentissimo spezzatino attuato dal sindaco Giraudini, sulla centralissima area antistante l’ex sede municipale; talmente indigeribile che è destinato a provocare gravissime conseguenze sulle attività culturali, associative e commerciali, già esistenti nei dintorni, nonché sul sistema circolatorio del capoluogo, irrimediabilmente compromesso. Un sindaco che ben conosceva la ventennale storia dolorosa di quest’area, ma che ha preferito ignorarla, a vantaggio dei soci privati dell’ex STU, respingendo l’istanza di variazione del Piano del Governo del Territorio per il reintegro degli standard urbanistici, di diritto pubblico, proposta nel 2011 dai gruppi  Liberamente e Rifondazione. Tale area infatti, era già stata conteggiata all’interno del progetto edilizio di reindustrializzazione dell’area ex-Lmi e come tale era stata destinata – nel rispetto della Legge urbanistica - alla realizzazione di standard sociali di pertinenza; in tale precisa direzione si indirizzava la nostra Istanza.  L’area insomma era stata concepita come bene di servizio alla collettività, essendo stato previsto su di essa un vasto parco urbano, ampi parcheggi e attrezzature pubbliche. Mai niente di tutto questo è stato fatto dai sindaci, che dal 1992 (arch. Belloni) ad oggi (arch. Giraudini) si sono succeduti, perché evidentemente il progetto sottinteso era un altro, cioè quello di speculare, come e forse più dei privati. Così nel 2003 è stata concepita dal sindaco Bodini la STU, un vero colossale fallimento, che avrebbe determinato – se realizzato - un disastro urbanistico senza pari. Uno scandalo senza proporzioni e senza vergogna in Valtrompia, fermato in tempo dai cittadini più sensibili con cui anche il suo gruppo politico, sig. Sindaco, si è schierato. Ma ecco la fantastica sorpresa estiva di quest’anno, con la quale proprio lei sig. Sindaco ha sottoscritto la suddivisone dell’area in tre lotti edificabili, cedendone due bei grandi lotti,  agli ex soci privati della STU, vincolandoli alla concessione di cubature edilizie stratosferiche.
Il consiglio comunale ha poi ratificato quella mostruosa convenzione con i soli voti della sua maggioranza, ma nessuno di voi ha doverosamente, preventivamente e pubblicamente informato i cittadini della vicenda, diversamente dai vostri ripetuti enunciati pubblicistici. Lei, Sig. Sindaco, si è dunque mosso in direzione contraria agli interessi della popolazione, dimostrando con uno straordinario elemento di finzione una rotazione di 180 gradi rispetto alle promesse elettorali. Non si è mosso per mero meccanismo compensatorio: lei si è rivelato un surrogato, una stampella subalterna agli ex soci della STU, nella corsa al sacco del centro urbanistico di Villa Carcina. La logica conclusione per voi è una sola: gli affari prima di tutto. Dunque innalziamo forte il nostro sdegno e continueremo la protesta, insieme ad altri, per come possiamo, a nome dei cittadini, che voi considerate sudditi.
Infatti l’importanza di quell’area è duplice: sta al centro del territorio urbano del capoluogo ed era un bene pubblico, cioè non era soggetta e non doveva divenire alla volontà di imprenditori privati, che difendono sempre e solo il profitto privato più che l’interesse della collettività. Se la storia dell’area ex-Lmi è esemplare, lo stesso discorso e lo stesso impegno vale a livello generale.
La terra, l’acqua, l’aria non sono risorse infinite.                                                              La terra è diventata una preda da addentare e divorare, senza alcun riguardo nei confronti della sua rigenerazione ecologica e rispetto per le future generazioni.
La spinta al consumo di territorio – nonostante ciò che di contrario ha diffusamente evidenziato la crisi economica internazionale -  è ancora considerata dall'opinione pubblica, condizionata dai mass media, come una necessità economica, che nel tempo dovrebbe avere ancora, ricadute positive sul benessere dei cittadini. Se ciò fosse vero, visto il tasso di cementificazione programmato e che abbiamo vissuto in Italia, dovremmo essere una delle locomotive economiche d’Europa, uno dei paesi dove il livello di qualità della vita è più alto.
E invece ciò non è affatto vero, non è così. Perché? Perché la pianificazione urbanistica in Italia è pressoché assente, e dove non vi sono regole a garanzia dell’interesse collettivo, finiscono per prevalere gli interessi di pochi, di quanti cioè dominano il mercato immobiliare – i furbetti di quartiere - imponendo le proprie regole ai pubblici amministratori.
A Brescia e provincia, per es., se venissero attuati tutti i piani di edificazione comunali avremmo il doppio delle case rispetto alla popolazione residente, con grave discapito per l’economia primaria (agricoltura), la salute e non in grado di garantire un futuro dignitoso alle persone.
Dunque, un processo decisionale di tipo speculativo, ma infarcito da bei proclami avveniristici ad uso degli esclusi, derivato dalla convinzione che ha intossicato la totalità della classe politica dirigente: non si può stare fermi, bisogna crescere ed essere competitivi, l’economia non si può rallentare, bisogna ammodernare il paese, occorre dare una risposta alle esigenze del mercato.
Ecco dunque riemergere le esigenze del Mercato, come se il mercato fosse il dio onnipotente e non regole transitorie che noi subiamo, in quanto il Mercato considera la persona come merce, per esclusive esigenze e interessi privati. In realtà oggi, di fronte alla riproposizione di tali errati e crudeli ragionamenti, più che mai abbiamo un bisogno fondamentale di persone come: l’emerito psichiatra Franco Basaglia.
Ma quale mercato? Il mercato speculativo o i bisogni reali – non indotti - delle persone?
A Villa Carcina abbiamo 600 appartamenti vuoti, oltre ai 250 programmati con l’AdT4 di Carcina. A questi si assommeranno altri 20 appartamenti di 2.090 mq x 6 mila metri cubi di edificabilità della Paterlini e Tonolini, e altri 20 con la Unico, più altri sparsi nei dintorni e le 41 varianti del PGT. Il rischio principale è che le nuove illegittime costruzioni, trasformino il centro urbanistico di Villa, in un ingorgo residenziale, proprio là dove dovevano espandersi il verde e i posteggi. Affari mostruosi, quelli unitariamente concepiti e sviluppati per oltre due decenni dai massimi responsabili della gestione della cosa pubblica del comune di Villa Carcina. Somma totale: oltre 900  appartamenti che moltiplicato per tre persone fanno 2.700/3.000 residenti in più a Villa Carcina; senza tenere conto, oltre al consumo del suolo, dell’aumento dei problemi fognari e della depurazione,  dello smaltimento rifiuti, ma anche del problema idrico e della viabilità e della qualità complessiva dell’aria, della qualità dei servizi,ecc.                                                                                                                                               
E’ vero,  i Comuni versano in condizioni economiche precarie - per non dire che sono economicamente alla banca rotta - e le leggi finanziarie, anno dopo anno, si sono distinte per ingenti tagli agli enti locali, riducendo di molto anche quella poca autonomia gestionale che era rimasta. L'abolizione dell'ICI - ora denominata IMU - ha provocato un ulteriore aggravamento della situazione e quello che ne uscirà ancora nessuno lo sa. E’ nient’altro che il caos di uno Stato di non diritto, che difende i ricchi, i privilegi dei possidenti, le speculazioni bancarie e finanziarie e che tutela l’evasione e l’elusione fiscale. Entrate in costante diminuzione e uscite in costante aumento, producono bilanci in costante forte squilibrio. In assenza di una reale autonomia finanziaria, per un Sindaco e la sua giunta, è sempre più difficile far quadrare i conti, realizzare le opere pubbliche, garantire ai cittadini servizi indispensabili. Anche perché i Sindaci e le loro giunte, non sono rette dai principi  costituzionali, ma da quelli della politica del cosiddetto: “Io non centro”. Come riuscire quindi a chiudere il bilancio in pareggio, realizzare opere pubbliche e organizzare eventi culturali e servizi alla persona? Come finanziarie il bilancio comunale in perenne squilibrio?  La risposta a questa domande, purtroppo, è spesso molto semplice. Grazie alla legge statale,  che consente di applicare alla parte corrente dei bilanci gli oneri di urbanizzazione e alla disponibilità di territorio in aree geografiche dove l’edilizia rappresenta un valido sfruttamento, assieme alla pratica della monetizzazione del territorio, farciti con la vendita dei beni pubblici. Un circolo vizioso che, se non verrà interrotto, ci porterà al collasso urbanistico, dovuto alla gravosa sofferenza urbanistica dei paesi, che è già un dato di fatto in Valtrompia.Un meccanismo deleterio e criminale, che permette di finanziare i servizi ai cittadini svendendo i beni pubblici e con l’edilizia che di fatto droga i bilanci comunali, finanziando spese correnti, con entrate una tantum, che prima o poi termineranno. Continuo a ripeterlo: gli amministratori sono solo i gestori e tutori dei Beni pubblici  e non una riserva di caccia per gli amministratori.  L’attuale variante al PGT è l’ennesima conferma di questa logica  dell’utilizzo del territorio,  asservita alle pseudo esigenze di bilancio. Dopodiché Sig. Sindaco, se Lei terminerà il suo mandato, senza vendere l’area di via Gramsci, rendendola fruibile alla popolazione, costruendo un progetto, insieme alla commissione territorio e ecologia, coinvolgendo la popolazione, penso che i cittadini di questo paese le saranno grati. Perché sarebbe l’inizio di una nuova cultura dei beni pubblici di cui i proprietari sono i cittadini e non l’amministrazione comunale, che è solamente gestore e tutore dei beni pubblici.
Voglio concludere con una estrema sintesi, del discorso fatto dal capo Seattle all’Assemblea Tribale del 1854, in risposta ad una offerta di acquisto che il “Grande Capo” di Washington (Douglas) fece per una vasta area di territorio indiano, in cambio di una riserva per il popolo indiano. La risposta del Capo indiano Seattle rimane ancor oggi il più bello e profondo documento ecologico mai scritto!
Capo Seattle (sintesi)
“Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi.
Per lui una parte di terra è uguale ad un’altra, perché è come uno straniero che irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra tutto quello che gli serve.  La terra non è suo fratello ma suo nemico e quando l’ha conquistata passa oltre.
Egli abbandona la tomba di suo padre dietro di sé e ciò non lo turba.
Rapina la terra ai suoi figli, e non si preoccupa.
La tomba di suo padre, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio.
Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose da comprare,
sfruttare, vendere come si fa con le pecore o con le perline luccicanti.
La sua ingordigia divorerà la terra e lascerà dietro di sé solo deserto”.

giovedì 12 settembre 2013

Bresciaoggi 8 settembre 2013:"Via Gramsci, pronta l'asta bis. Ma l'opposizione affila le armi.


Valtrompia News 9 settembre 2013: "Villa Carcina: al giro di boa la questione di via Gramsci"

VALTROMPIA NEWS 9 settembre 2013
Villa Carcina: al giro di boa la questione di via Gramsci
di Paolo Gilberti

Il consigliere comunale Prc Marsilio Gatti ha indirizzato al sindaco Gianmaria Giraudini una lettera nella quale chiede un confronto pubblico per discutere delle intenzioni dell'amministrazione di vendere l'area pubblica di via Gramsci. In questi ultimi mesi il Prc (Partito di Rifondazione Comunista) contesta le scelte del sindaco Gianmaria Giraudini in merito all'alienzione dell'area verde di Via Gramsci. Ricordiamo che l'area in questione è unazona collinare di 2.758 metri quadrati adibita da sempre a verde pubblico e delimitata a ovest da una collina franosa e ad est da abitazioni civili, nel 2009 trasformata ad uso pubblico. Dal 2009 ad oggi la Giunta Giraudini sta tentando, per la seconda volta, di venderla. Un tentativo (andato male) era già stato fatto nel 2012 tramite affissione d’un estratto d'alienazione alle bacheche con base d’asta di 437 mila euro. Contro questa decisione, Rifondazione Comunista e il "Comitato per la difesa dei beni pubblici" il 1° ottobre 2012 avevano depositato i moduli con le firme per l’istanza referendaria relativa all'alienazione dell'area di via Gramsci. In risposta a tale proposta referendaria e alla commissione tecnica che esaminò il quesito, il sindaco Gianmaria Giraudini, a nome di tutta la maggioranza, dichiarava che "recependo i suggerimenti della commissione Tecnica preposta, adotterà apposito atto d’indirizzo indicante soluzioni alternative atte a favorire la possibilità di intervento da parte della cittadinanza nella fase di programmazione delle eventuali ipotesi di alienazioni del patrimonio comunale, che l'amministrazione intendesse proporre per il reperimento di risorse necessarie a garantire il finanziamento degli investimenti". A distanza di un anno si riparla dell'alienazione dell'area di via Gramsci e Rifondazione Comunista non ci sta: il consigliere comunale Marsilio Gatti, dopo varie iniziative informative e volantini distribuiti per il paese, non avendo ottenuto nessuna risposta alle sue ''proteste'' decide di ''lanciare una sfida pubblica'' al primo cittadino. Nella sua lettera indirizzata al sindaco Giraudini e protocollata dalla segreteria comunale il giorno 6 settembre, dichiara: "Con la presente il consigliere comunale Marsilio Gatti, del Partito della Rifondazione Comunista, invita Lei, Sig. Sindaco, ad un confronto pubblico sul seguente tema: “Come reperire le risorse economiche senza vendere l’area di via Gramsci". Ora possiamo solo aspettare di conoscere la data ed il luogo del faccia a faccia, sempre che, il sindaco Giraudini si senta di accettare la ''sfida''.

Giornale di Brescia 8 settembre 2013: "Quell'area verde non s'ha da vendere"


sabato 10 agosto 2013

Dichiarazione di voto sulla convenzione tra il comune e i soci privati della STU

Consiglio Comunale del 24/07/2013

RIFONDAZIONE COMUNISTA E LIBERAMENTE, hanno presentato a tempo debito una specifica Osservazione al Piano di Governo del Territorio, riferentesi esplicitamente all’area denominata Piano Particolareggiato n°5, ex area LMI, chiedendone la variazione d’uso: da edificabile a verde ad uso pubblico. Erano cadute ormai le ragioni e la necessità di costruire per interesse privato sul suolo pubblico, dato che con il protrarsi nel tempo di tale operazione, cadevano anche la possibilità nel breve periodo di tempo di ammortizzare tale spesa e della impossibilità dell’organo assembleare della STU di deliberare, a causa della inconciliabile contrapposizione tra i soci. Quali erano le oggettive contrapposizioni dei soci nella società? dato che ancora oggi non ci è dato sapere. Erano i bilanci falsi della società STU, riferiti agli anni 2010-2011 e 2012- che voi non avete votato e che ora voterete? E’ perchè tali bilanci non erano nella disponibilità dei consiglieri e dei commissari della commissione speciale denominata STU? I delegati della società denominata STU, che rappresentavano il comune di Villa Carcina, erano incompetenti e non degni di fiducia? E se erano incompetenti e non degni di fiducia, perché non sono stati sostituiti da questa amministrazione, che ne aveva tutti i diritti e la facoltà? Perché non avete assunto con una variante al PGT l’osservazione da noi presentata, che garantiva in toto il ritorno dell’area a servizio dei cittadini e di una spesa modica a carico dei cittadini? Perché ora vi affrettate a fare la variante di comodo al PGT, per garantire ancora una volta gli interessi dei soci privati della STU e dei suoi Padrini?. Pensavamo e pensiamo che la nostra proposta, fosse uno dei modi migliori per i cittadini, di uscire da questa brutta vicenda, creata da una ventennale mala gestione amministrativa della cosa pubblica, iniziata nel peggiore dei modi e finita in modo drammatico. Tutto l’operato di questa amministrazione mi sembra dettato non dalla salvaguardia dello spazio pubblico e dell’interesse collettivo, ma da vecchie ruggini tra persone che hanno la stessa ideologia politica e la medesima filosofia sulla gestione del territorio, che viene considerato e gestito, solo in termini liberistici e utilitaristici. Una dimostrazione della comunanza operativa e gestionale delle forze politiche che si dicono “noi non siamo uguali” è data dalla clamorosa vicenda relativa all’Ambito di Trasformazione Urbana di Carcina (Adt-4), dove tutte le correnti politiche con diversa denominazione votavano in favore della cementificazione privatistica di tale ambito, giustificandola con una motivazione che rimanda ad accordi speculativi d’altri tempi e che non tiene assolutamente conto delle mutate esigenze del presente, dinanzi a un territorio
urbano completamente consumato, dilapidato: “Non possiamo dire di no ai piccoli proprietari, che vogliono costruirsi la propria casa”. MA QUALE PROPRIA CASA! Che non anno neanche i soldi per pagare l’IMU!. E’ stata un’ operazione, concepita per dissanguare le risorse, degli ultimi piccoli proprietari, in favore della più INDEGNA speculazione edilizia. Il territorio, soprattutto quello comune, di proprietà del comune, non è di proprietà di chi ci amministra, ma di tutti i cittadini. Chi ci amministra deve gestire e tutelare i beni comuni e non può venderli o distruggerli. Ogni cittadino detiene un’azione di quel bene comune e prima di venderlo ai privati, o costruire su quel terreno, devono confrontarsi pubblicamente prima e poi chiedere a tutti i cittadini se sono d’accordo oppure no. Non aveva senso costruire una mega società di trasformazione urbana in un comune di 11 mila abitanti. Villa Carcina non è una metropoli urbana. Far nascere una società come la STU richiedeva una spesa insostenibile e difatti – facendo bene i conti - alla fine quasi tutte le risorse disponibili sono state impiegate per sostenere i costi impossibili di tale progetto. Quanto è costata la STU fino ad oggi, TRA PROGETTI E MANTENIMENTO DELLA SOCIETA'? A quanto pare quasi due milioni di EURO. Era come quello che, pensava di essere furbo, ovviamente gli altri idioti e voleva costruire la propria casa e per costruire la propria casa, fondò una società. Alla fine, aveva finito i soldi per la costruzione della propria casa perché aveva dovuto mantenere la società. Finale: il “furbo” la propria casa non ha potuto costruirla e ha dovuto sciogliere tale società. Invece con l’ADT4, i furbi che si sono prima illusi da soli, riversando i debiti alla cittadinanza, con l’ADT4, riversavano i costi, di tale devastante operazione, sulle spalle dei piccoli proprietari, pensate! con la favola del “diventerete tutti più ricchi”. Costi talmente esorbitanti che i piccoli proprietari ne usciranno con la schiena rotta, a esclusivo beneficio futuro, di speculatori e di politici incoscienti. Villa Carcina, non ha niente come strutture sociali, partecipative e per decenni si è solo garantito la cementificazione del territorio, mentre per la vita sociale e il bene Comune, nulla si è fatto. A Villa Carcina, abbiamo un parco che è a Carcina, l’ex parco Glisenti e se ce l’abbiamo, è perché, è stato occupato dai cittadini, non dimentichiamocelo; mentre quello di Villa, che la Sig.ra Colturi aveva donato alla comunità di Villa Carcina, è stato regalato ad una società privata, come capitale di copertura nel caso dovesse fallire tale società. E tutto ciò è stato reso possibile, dall’accordo di quelle forze politiche, che c’erano nei precedenti consigli comunali e che tutte, ancora oggi, siedono nell’attuale consiglio comunale e che nelle varie mescolanze politiche sono oggi la maggioranza. Ma perché non fate un partito unico, che se togliete l’odio fra di voi, che io sono il più bello, io sono il più bravo a gestire, io ,io, troverete che,
avete la stessa cultura politica e sociale, smettendo di fare il gioco delle tre carte per prendere per i fondelli i cittadini? ORA! il Comune non è più proprietario del parco di Villa. Questo non è gestire e tutelare il bene comune, questo è distruggere il bene comune. Era importante la creazione della commissione indagine e controllo, perché il problema dell’area ex LMI, risale ancora prima che la LMI chiudesse definitivamente e con essa LA DECISIONE che, in tale area, non ci sarebbe stato più la possibilità, di aprire una grande fabbrica. I Boss della tragedia, avevano già deciso che, ci sarebbe stata la totale cementificazione, a GARANZIA DEGLI SPECULATORI PRIVATI. Da una parte, la negazione dei diritti della cittadinanza sull’area di pertinenza e dall’altra, lo scempio ambientale ed edilizio del territorio che la legge urbanistica, diversamente, voleva evitare. Non si è ritenuto, neanche di aspettare, il lavoro d’indagine della speciale commissione comunale, i cui lavori non sono affatto terminati, ma che sono stati praticamente boicottati dalle componenti di: PDL- Crescere Insieme- Lega Nord. Morale: la commissione è nata, con il principio della regolazione dei conti, delle TRE frazioni politiche, culturalmente identiche. Rifondazione Comunista, Liberamente e Pace e Solidarietà, si sono assunti da molto tempo, un carico di responsabilità notevole, per far uscire il comune di Villa Carcina, da questo pozzo nero di debiti e di straordinarie connivenze chiamato STU, sostenuto da compiacenti calcoli politici di parte – anche attuali – e condizionato da variegati interessi economici, anche se tutto è in declino. “La Verità al paese” era innanzitutto, ed è rimasta, la richiesta pubblica della maggioranza dei cittadini, mentre l’attuale decisione, è la costrizione dei cittadini a genuflettersi dinanzi ai vecchi signori dell’urbanistica, dell’edilizia e dei suoi Padrini, che a partire dal dopoguerra, hanno finito per distruggere, quasi interamente, il territorio naturale di questo importante spazio vitale della Valtrompia. Rifondazione Comunista, non vuole essere complice di chi, per oltre vent’anni, ha illuso la popolazione, di avere grandi opere pubbliche di servizio al paese, in cambio del sacrificio dei lavoratori della LMI e di voti; né di chi vuole concludere. con un sostanziale fallimento, il progetto urbanistico sull’unica grande area sociale. che era dei cittadini, in cambio di qualche frattaglia, di una briciola dopo essersi divorato altrimenti la torta. L’amministrazione e la sua maggioranza, con questa decisione ha assunto il concetto privato in amministrazione pubblica. Quindi ritengo inutile partecipare alla votazione.
Marsilio Gatti

Rifondazione Comunista e Liberamente. Mozione: nuova convenzione tra il comune e i soci privati in merito alla STU

Consiglio Comunale del 24/07/2013

PREMESSO CHE

-Il Sindaco di Villa Carcina Giraudini ha convocato un CONSIGLIO COMUNALE in cui a sorpresa, al 3° punto, ha messo all’ordine del giorno l’approvazione di una nuova convenzione tra il comune e i soci privati in merito alla STU, la società costruita dalla giunta Bodini nel 2003 per realizzare il famigerato pentamostro nell’area antistante il vecchio municipio: un progetto speculativo fatto fallire dalla ferma opposizione dei cittadini.
-Il retroscena politico che ha portato a questa convenzione è alla maggioranza del Consiglio Comunale pressoché sconosciuto, ma si può intravedere un accordo tra le parti a vantaggio degli ex soci privati della STU e a danno dei diritti urbanistici dei cittadini.

- Tutto ciò verrebbe deciso non affatto casualmente proprio nel mese di luglio, tradizionale periodo di riposo per i cittadini, in larga parte assenti per ferie. Il che permetterebbe alla giunta di:
1) non consultare preventivamente con un referendum la cittadinanza sul più giusto destino di quella centralissima area del capoluogo – originariamente destinata per legge a parco urbano, posteggio e attrezzature collettive – diversamente da come il Sindaco Giraudini aveva promesso dopo essere stato eletto;
2) di rendere vano il compito della speciale commissione comunale d’indagine sulla STU – costituita anche grazie alle firme di numerosi cittadini – che , si ricorda aveva le seguenti funzioni:
1. Prima fase: funzione di indagine storica e tecnica sulle originali destinazioni urbanistiche dell’area a partire dalla dismissione degli stabilimenti LMI, e seguenti modificazioni nel corso delle successioni amministrative, al fine di accertare legittimità e correttezza della trasformazione del tessuto urbano in atto,nel periodo 1991-2011;
2. Seconda fase: Seguire l’evoluzione, fino alla conclusione dell’eventuale procedimento di liquidazione e scioglimento della società “ Nuova Piazza “ S.p.A.;
3. Terza fase: Funzione propositiva. Sulla base delle osservazioni stilate dalle precedenti fasi, la commissione speciale redigerà un documento di proposta sugli scenari possibili circa l’area interessata dalla suddetta trasformazione urbana, presentando in sede di Consiglio Comunale i propri pareri. Questi saranno la base
oggettiva da sottoporre in un secondo momento alla partecipazione attiva della cittadinanza.


CONSIDERATO CHE:
-Diversamente,da questa metodologia ,il Consiglio Comunale ritiene che ai cittadini siano pienamente riconosciuti i propri diritti civili e il proprio ruolo partecipativo alla vita amministrativa del paese – previsto espressamente dallo statuto comunale e normato dal regolamento sul bilancio partecipativo

-L’Amministrazione Comunale non ha mai edotto la popolazione e il Consiglio Comunale sull’evoluzione dei lavori per raggiungere una soluzione al problema STU


CHIEDE CHE:

il Signor Sindaco, prima di procedere a qualsiasi atto in tal merito e nei tempi opportuni, cioè a partire dal mese di settembre:
1) renda pienamente edotta la popolazione di quanto avvenuto e di quanto sta avvenendo, spiegando approfonditamente le conseguenze urbanistiche ed edilizie della nuova convenzione sull’area;
2) prima di approvare in consiglio comunale qualsiasi proposta attuativa consulti la cittadinanza avviando la procedura del bilancio partecipativo o del referendum consultivo.


Hanno votato a Favore: Rifondazione Comunista e Liberamente.
Hanno votato contro: PDL.
Astenuti Crescere Insieme (PD) e Lega Nord.

Consiglio Comunale del 24/07/2013 Mozione Rifiuti: Nuovo sistema per la raccolta dei rifiuti, basato sulla raccolta a porta a porta

PREMESSA
A Dicembre 2012 è scaduta la convenzione con l’azienda ASVT per la gestione, del ciclo della nettezza urbana. Tale convenzione è stata prorogata di un anno perché non si era ancora pronti per un nuovo ciclo della raccolta dei rifiuti. Tutta la Valle Trompia è in ritardo rispetto alla legge. Ma il fatto più eclatante è che la Comunità Montana, che raggruppa 17 comuni, non si è adoperata per un avanzamento della cultura del rifiuto. Ancora una volta ogni comune fa da sè, con previsioni ormai constatate che dopo pochi anni avranno dei problemi rispetto alla normativa di legge. Mentre l’amministrazione del Comune di Villa Carcina, “non avendo il coraggio di una decisione forte e imponente” ha lasciato aperto la possibilità di due tipi di soluzione: il primo, cassonetti con calotta, il secondo, porta a porta. Nella assemblea di Carcina a Villa Glisenti, l’assessore Marianini Claudio e Stefano Colosio, nelle spiegazioni, emergeva in modo ponderante, che il porta a porta era il migliore. Dato che non è solamente una questione della raccolta dei rifiuti, ma è un problema culturale, di come si produce il rifiuto e di come si sviluppa e di come ci si comporta, immettendo una cultura diversa, da quella attuale, che porterà a secondo della decisione, se fare la raccolta dei rifiuti con il cassonetto a calotta o con il porta a porta. Tale decisione non è indifferente sia per i risultati che per il cambiamento della cultura delle persone. Il primo rimanda ancora nel tempo la possibilità della soluzione dei rifiuti, il secondo velocizza il cambiamento, del comportamento individuale, collettivo e della responsabilità che ogni persona deve assumersi. Obbliga, ogni persona a ragionare del perché esiste il rifiuto. Obbliga la persona a porsi la domanda, del perchè deve lavorare per il rifiuto. Porta , anche se lentamente, la persona a capire che, oltre a non distruggere le materie prime, risparmiando energia, a rispettare l’ambiente, la natura, che non vale la pena lavorare per il rifiuto e adoperare il proprio tempo per altre cose, come aumentare il sapere, la conoscenza, l’arte, ecc. Capire che la vita, senza il rifiuto, migliora in qualità e in quantità. Mozione Nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, basato sulla raccolta a porta a porta. Il Consiglio Comunale
preso atto che, la convenzione con ASVT scade il 31 dicembre 2013 e che secondo la legge, i comuni, avrebbero dovuto decidere, un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, alla fine del 2012, per raggiungere la percentuale di raccolta differenziata, Constatando che; la Comunità Montana, anche stavolta non è riuscita a decidere un sistema unico per tutti i comuni aderenti, persistendo ancora, una cultura primitiva della società dei comuni aderenti e dei loro rappresentanti. Delibera che; L’indirizzo, per una nuova raccolta dei rifiuti a Villa Carcina, sia basato sul porta a porta. Pertanto Il consiglio comunale approva e da mandato alla commissione Servizi al territorio, per il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, nella fase finale, per l’organizzazione e informazione dei cittadini, di come si attua la differenziazione del rifiuto fatto a porta a porta.
Hanno votato a favore: Rifondazione Comunista, Liberamente. Hanno votato contro: PDL. Si sono astenuti Crescere Insieme (PD) e Lega Nord.