domenica 13 maggio 2012

VILLA CARCINA: AUMENTANO LE TASSE


CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 APRILE 2012 BILANCIO DI PREVISIONE 2012-2014


BOCCIATE TUTTE LE PROPOSTE  PRESENTATE UNITARIAMENTE DA RIFONDAZIONE COMUNISTA E DA LIBERAMENTE:


1) Quando erano all’ opposizione erano contro l’introduzione della addizionale irpef comunale, accusando il Centrosinistra di mettere in difficoltà le famiglie e hanno fatto fuoco e fiamme. Ora che governano da più di due anni l’addizionale irpef non l’hanno tolta e nemmeno diminuita, ma  con il loro bilancio le tasse comunali sono aumentate.
2) Hanno stabilito un’ aliquota fissa unica per tutti i redditi, indipendentemente che uno abbia un reddito di 15.000 euro o di 150.000 euro, è un’ imposizione fiscale che grava tutta sui redditi medio bassi.
3) L’aliquota fissa è ANTICOSTITUZIONALE - art 53 Cost.- Tutti parlano della Costituzione, fanno ricorrenze e celebrazioni, ma quando devono applicarla……. la Costituzione per loro è bella soltanto se finisce definitivamente nella discarica.
4) La tassa sulla prima casa colpirà duramente le famiglie che già devono farsi carico dei costi, dell’assistenza e dei figli senza lavoro e degli enormi costi per l’educazione – scuola – per avere un essere umano più evoluto dell’ attuale generazione. Studiare è un lavoro e va riconosciuto come tale  e non un tempo perso. E’ l’unico modo per dirsi umani e continuare ad evolverci e a non a ritornare ad essere delle bestie.

La Costituzione della Repubblica Italiana: articolo 53:

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.                                                                                                     Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”


Quelli che dicevano e dicono: non metteremo e non abbiamo messo le mani in tasca ai cittadini.
E’ vero, hanno tolto le tasche, poi le mutande, cosi pantalone è rimasto con i coglioni che penzolano.



LA MAGGIORANZA HA DECISO SULL’IRPEF COMUNALE:
Ø APPLICAZIONE DEL 4 PER MILLE SU TUTTI I REDDITI
Ø ESENZIONE PER I REDDITI FINO A 11.100 EURO

PROPOSTA ALTERNATIVA
Ø DA 0 A 15.000     0,2%
Ø DA 15.00,001 A 28.000 –  0.4%
Ø Da 28.000,001 a 55.000 ­-  0,798%
Ø DA 55.000,001 A 75.000,00 -  0,799%
Ø OLTRE I 75.000,001 – 0,8%
Ø ESENZIONE PER I REDDITI FINO A 11.100 EURO

ES:  UN REDDITO DI 20.000 EURO
TASSA DELLA  MAGGIORANZA:
20.000 X 0,4% = 80,00 EURO
TOTALE DA VERSARE AL COMUNE PER L’ADDIZIONALE IRPEF: 80,00 EURO L'ANNO

CON LA PROPOSTA ALTERNATIVA:
15.000 X 0,2% = 30,00 EURO + 5.000 X 0,4% = 20 EURO
TOTALE DA VERSARE AL COMUNE PER L’ADDIZIONALE IRPEF:50 EURO L’ANNO.

MENO IL 50%  REDDITI FINO A 15.000 EURO
MENO 37,5%    REDDITI  FINO A 20.000 EURO
MENO 26,79%  REDDITI FINO A 28.000 EURO


HAI FATICATO META’ DEL TEMPO  DELLA TUA VITA ATTIVA PER AVERE UN TETTO SOPRA LA  TESTA, UNA VECCHIAIA DECOROSA, PER NON FINIRE SUI MARCIAPIEDI ED ORA PER NON TASSARE LE SPECULAZIONI, LE EVASIONI, LE RENDITE PARASSITE, TI TASSANO QUELLO CHE HAI GIA’ PAGATO DUE VOLTE, COSI PRIMA O POI DOVRAI VENDERE LA TUA CASA E I CRIMINALI DELL’ ECONOMIA STANNO GIA’ FACENDO FESTA.




Einaudi: « la giustizia, in materia di imposta, vuol dire uguaglianza di trattamento per persone che si trovino in uguali condizioni».  

LA TASSA DELLA MAGGIORANZA  SULL’IMU (TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI, EX ICI)
1) PRIMA CASA E RELATIVA PERTINENZA AL 0,4%;
     a) CASA TENUTA A DISPOSIZIONE DALLE PERSONE RICOVERATE DEFINITIVAMENTE NELLE CASE     
          DI RIPOSO O SANITARIE AL 0,4%
2) FABBRICATI RURALI AL 0,2%;
3) SECONDE CASE, TERRENI FABBRICABILI E TUTTO IL RESTO DELLA CLASSIFICAZIONE DEGLI IMMOBILI AL 1,03%

PROPOSTA ALTERNATIVA SULLA TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI - IMU ( EX ICI)
1) PRIMA CASA E RELATIVA PERTINENZA AL 0,25%
    a) CASA TENUTA A DISPOSIZIONE DALLE PERSONE RICOVERATE DEFINITIVAMENTE NELLE CASE   
         DI RIPOSO O SANITARIE AL: 0,25%
2) FABBRICATI RURALI AL 0,2%
3) NEGOZI, BOTTEGHE, LABORATORI PER ARTI E MESTIERI E AFFITTI CONCORDATI AL 0,76%
4) SECONDE CASE, TERRENI EDIFICABILI E TUTTO IL RESTO DELLA  CLASSIFICAZIONE CATASTALE
 AL 1.06%

ESEMPIO - CON LA TASSA DELLA MAGGIORANZA:
PRIMA CASA E RELATIVA PERTINENZA DI UN NUCLEO FAMILIARE COMPOSTO DA PADRE, MADRE, E 2 FIGLI:                                                                                                                                                                          PRIMA CASA DI 100 MQ PIU’ PERTINENZA
RENDITA CATASTALE 672,64 RIVALUTATA AL 5% = 706,27 MOLTIPLICATA PER IL COEFFICIENTE DI LEGGE DI 160 = 113.003
CALCOLO DELL'IMPOSTA MUNICIPALE: 113.003 X 0,4% = 452
452- 200 EURO ­­ ESENZIONE PRIMA CASA 50 EURO DETRAZIONE PER OGNI FIGLIO = HA 152 EURO L’ANNO DA PAGARE AL COMUNE COME IMPOSTA SULL’IMMOBILE DELLA PRIMA CASA

CON LA PROPOSTA ALTERNATIVA.
PRIMA CASA E RELATIVA PERTINENZA DI UN NUCLEO FAMILIARE COMPOSTO DA PADRE, MADRE, E 2 FIGLI:
PRIMA CASA DI 100 MQ PIU’ PERTINENZA
RENDITA CATASTALE 672,64 RIVALUTATA AL 5% = 706,27 MOLTIPLICATA PER IL COEFFICIENTE DI LEGGE DI 160 = 113.003
CALCOLO DELL'IMPOSTA MUNICIPALE; 113.003 X 0,25 = 282,50
282,50 - 200 EURO ESENZIONE PRIMA CASA – 50 EURO DETRAZIONE PER OGNI FIGLIO = HA MENO 17,50 EURO. QUESTA FAMIGLIA NON DEVE PAGARE NIENTE PER LA PRIMA CASA AL COMUNE.
PERCHE’ 1) NEGOZI, BOTTEGHE, 2)LABORATORI PER ARTI E MESTIERI, 3) AFFITTI CONCORDATI, AL 0,76%?
1) Difendere e tutelare il piccolo e medio commercio sul proprio territorio vuole dire privilegiare le produzioni locali, aumenta la socialità e la sicurezza del territorio e c’è più occupazione.                                                                                                            2) sono la trasmissione del sapere accumulato nel proprio tempo di vita che viene trasmesso alle nuove generazioni e va a beneficio di tutta la società.                                                                                                                                                                                                   3) E’ ora di premiare la legalità e l’ umanità che va incontro alle persone meno abbienti.  


Nel tempo dell'inganno universale,             dire la verità è un atto rivoluzionario

 
Sono 50 anni che lo Stato si regge con la tassazione alla fonte.
Il sostituto di imposta, che è il datore di lavoro, preleva le tasse fino all’ultimo centesimo dalle buste paga, mentre per tutte le altre categorie - chi ci ha governato e chi ci governa - ha sempre attuato i condoni fiscali, cosi sui dipendenti a reddito fisso sono stati caricati le assistenze, le pensioni degli evasori, dei privilegiati, delle non autosufficienze, degli invalidi civili, della scuola, della sanità, le infrastrutture e pensioni di vecchiaia. Inoltre è l’unico Stato che tassa le pensioni in Europa. Dopo averle pagate per 40 anni. I soldi dei dipendenti a reddito fisso finanziano la cassa del tesoro per indebitamento, grazie ai condoni fiscali e alle leggi per l’evasione e le elusioni, alle rendite e alle speculazioni finanziarie. Cosi ti ritrovi che il figlio del tuo datore di lavoro, del commerciante, del libero professionista ecc, prende la borsa di studio e il figlio dell’operaio non la può avere perche il suo reddito è superiore a quello del suo datore di lavoro, ecc. Questo succedeva anche per la assegnazione delle case Gescal, pagate dai dipendenti con ritenuta alla fonte, case pagate dai dipendenti per la solidarietà con le famiglie e singoli in situazioni difficili
economicamente, ma che venivano assegnate agli evasori fiscali e che il governo Berlusconi - Bossi le ha date alle banche e alle finanziarie private, altro che poveri!. Hanno “rubato” un capitale edilizio degli operai da loro pagato. 
 
VILLA CARCINA,  18/04/2012




CONSIGLIO COMUNALEl 26/04/2012: DICHIARAZIONE DI VOTO SULLA MOZIONE CONTRO LA TESORERIA UNICA


Dichiarazione di Voto del consigliere Marsilio Gatti sulla Mozione contro la tesoreria unica, presentata dalla Lega Nord 

Voterò a favore della mozione presentata dalla Lega Nord

Sono contro la tesoreria unica e sono contro la politica ipocrita e propagandista della lega

La Signora Elisa e gli altri consiglieri della Lega, dovrebbe fare almeno un po’ di autocritica sulla gestione e sulla conduzione politica e sociale, sia dei comuni, delle provincie, del governo nazionale, nei quali hanno governato interrottamente per 10 anni.                                                                                                                                    Io non condivido per niente la manovra sulla tesoreria unica decisa dal governo Monti. Non la condivido proprio perché, anche in questo caso, è nient’altro che  la continuità della politica del precedente governo Bossi Berlusconi ed il suo atteggiamento ostile alle autonomie locali, non certo perché in discontinuità con un federalismo parolaio e inconcludente come quello promosso dal ministro del federalismo del precedente governo. La presenza della Lega al governo ha portato a continui tagli e sacrifici ai danni degli enti locali ed a un inasprimento del cappio finanziario del patto di stabilità, e il ministro competente per la finanza locale non era Tremonti, ma il ministro dell’Interno, tale Roberto Maroni.                                                                                            
 Le rappresentanze degli enti locali stanno avversando il decreto che prevede il ritorno alla tesoreria unica e molti comuni ed amministratori,  proporranno giustamente ricorso contro tale provvedimento.                                                                                                                               Ma è giusto partire da alcuni dati di realtà che non possono essere ignorati: i soldi che vanno alla tesoreria unica non vanno “a Roma”, ma vengono trasferiti alle sezioni provinciali della Banca d’Italia, e restano a disposizione dell’ente locale per i pagamenti e gli incassi, fruttando un interesse dell’1%. I soldi restano dell’ente locale che può tranquillamente utilizzarli per effettuare i propri pagamenti. Praticamente quello che l’ente locale non può più fare è contrattare il rendimento del deposito con il proprio tesoriere, di solito maggiore dell’1%, . Dunque, per quanto la tesoreria unica sia certamente una limitazione nei confronti dell’autonomia degli enti locali che io ritengo sbagliata e degna di Tremonti e Bossi, è comunque falso dare ad intendere che i soldi del comune rischiano di essere persi per sempre per confluire nelle casse e nella disponibilità del governo.                                                                                                                                  
Il punto vero è: perché gli enti locali debbano tenersi tanti soldi da parte e non utilizzarli per pagare prontamente i fornitori e per realizzare servizi e opere pubbliche a favore dei cittadini.? E qui la spiegazione è: il patto di stabilità, che pone vincoli alla spesa indipendentemente dal fatto che un ente abbia o meno a disposizione i soldi per sostenerla.


Qui la responsabilità del precedente governo è evidente e non può essere rimossa alzando la voce e lanciando invettive contro Roma ladrona che toglierebbe i soldi dei cittadini del comune di Villa Carcina. I soldi sono dei Carcinesi e Villanesi nel momento in cui diventano servizi, opere pubbliche, incentivi, trasferimenti, non quando stanno fermi in banca o investiti in strumenti finanziari che producono altri soldi da tenere in banca.-(sistema criminale della finanza economica)- Per questo la priorità è: rivedere il patto di stabilità, se no, non possono essere utilizzati per costruire scuole e strade, o per fare manutenzione, o per garantire e migliorare i servizi. Nel 2008 il governo PDL-LEGA fece il suo esordio spendendo oltre dieci miliardi di euro tra Alitalia, eliminazione dell’ICI per gli immobili di maggior valore, blocco della tracciabilità nei pagamenti e riducendo contemporaneamente i trasferimenti ai Comuni.                                                                                                                                      
 A livello nazionale la Lega non ha mai voluto un incremento del tasso medio di istruzione, infatti il governo Berlusconi - Bossi ha tagliato le risorse alla scuola, ha impoverito le strutture pubbliche a cominciare dagli asilo nido, dalle scuole primarie e secondarie fino all’università, svuotato le casse per le non autosufficienze e malati terminali. La scusa era la salvaguardia dei conti pubblici. Fatto condoni su condoni e difendendo tutto ciò che era incivile.  I contributi statali per investimenti agli enti locali sono stati drasticamente ridotti: da 3,3 miliardi nel 2008 a 1,7 nell’assestato 2009 fino a 1,5 nel previsionale 2010, tagli della manovra finanziaria nazionale dell’estate 2010 ai danni delle Regioni e insostenibili, quelli imposti ai comuni.  La Lega vota il decreto Ronchi che costringe gli enti locali a una forzata privatizzazione dei servizi pubblici, ed in particolare dell’acqua.
La Lega ha votato il nucleare a Roma, imposto alle Regioni, praticamente in 10 anni di governo non c’è un atto politico e sociale a favore delle persone povere, degli operai, dei pensionati. Avete pure, su consiglio dello specialista dei Tremonti, venduto alle banche e finanziarie le case che gli operai hanno pagato con una trattenuta sulla loro busta paga per decenni le case Gescal.
                                                                                                                                                                                
Note a margine                                                                                                                           
  La Lega, nella provincia di Brescia, aveva recentemente proposto la nuova Provincia della Valcamonica. Alla faccia dei costi della politica, i vecchi democristiani rispetto ai leghisti, sono degli apprendisti stregoni..                                                                                                     
C’è invece chi, grazie alla Lega, si è costruito un futuro garantito. È il caso delle cinque vincitrici di un concorso per funzionari della Provincia di Brescia. Ci hanno provato in 700 a conquistarsi il posto fisso, ci sono riusciti in 8, e per più della metà c’è puzza di raccomandato.









Ha vinto Sara Grumi, figlia di Guido, assessore leghista al Comune di Gavardo e candidato alle ultime regionali. C’è Katia Peli, nipote dell’assessore provinciale all’Istruzione, leghista pure lui, Aristide Peli. Lavoro assicurato anche per Silvia Raineri, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Concesio e moglie del vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi. Vittoria anche per Cristina Vitali e Anna Ponzoni: tutte e due lavorano già in Provincia, guarda caso entrambe per l’assessorato guidato dal leghista Giorgio Bontempi.                                                                   
Signora Elisa, io non ho niente nei suoi confronti e neanche con gli altri consiglieri della Lega, anzi, la ritengo una donna intelligente, se cambierà cultura sarò felice di accoglierla nel mio partito.