domenica 13 maggio 2012


Dichiarazione di voto del consigliere Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista e del consigliere Valter Saresini di Liberamente sul regolamento dell’addizionale irpef comunale presentato dalla giunta Giraudini.

Perché votiamo contro: 1) quando eravate alla opposizione eravate contro l’introduzione della addizionale irpef comunale accusando il Centrosinistra di mettere in difficoltà le famiglie e avete fatto fuoco e fiamme, ora che governate da più di due anni, l’addizionale irpef non l’avete tolta e nemmeno diminuita, ma  con il vostro bilancio le tasse comunali sono aumentate.
2) Avete stabilito una aliquota fissa, unica per tutti i redditi, indipendentemente che uno abbia un reddito di 15.000 euro o di 150.000 euro, vuole dire gravare sul reddito più basso l’imposizione fiscale.
3) L’aliquota fissa e’Anticostituzionale - art 53- Tutti parlano della costituzione, fanno ricorrenze e celebrazioni, ma quando devono applicarla…….la costituzione per loro e bella soltanto se finisce definitivamente nella discarica. Troppa è l’ipocrisia che ci governa.

Il tema che “più uno è ricco più deve pagare” è stato ribadito sia dalla Rivoluzione inglese che da quella francese. Questi movimenti si erano infatti già resi conto che non può esserci giustizia, intesa come equilibrio dei gruppi di una collettività, se non vi è una corretta perequazione dei beni.                                 
 I redditi dei dipendenti e dei pensionati, sono già stati falcidiati dall’aumento dell’Irpef regionale e chi governa alla regione Lombardia?
L’organizzazione fiscale dello Stato si conferma come uno strumento di sottrazione di reddito e ricchezza dai lavoratori e pensionati a favore dei ricchi o di inutili e costose grandi opere. Ma appena le banche alzano un sopracciglio … il governo obbedisce, dato che sono i loro rappresentanti e le forze politiche si inginocchiano.
Nella busta-paga di marzo i lavoratori e i pensionati, in tutte le Regioni, anno pagato il conguaglio 2011 dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef deciso con il decreto Salva Italia del governo Monti. L’aumento è pari allo 0,33 per cento dell’aliquota base  e porta l’aliquota dallo 0,9% all’1,23 per cento. Già nella busta paga del mese di febbraio, appena alle nostre spalle, c’è stato un altro piccolo salasso: il previsto acconto del 30 per cento dell’addizionale del 2012 che quest’anno è stato più salato del 2011 perché comprende l’aumento dello 0,33%. Le buste paga di questo mese saranno giocoforza più leggere perché si paga per la prima volta il conguaglio dell’aumento delle addizionali regionali, che si accompagna all’acconto del 30% delle addizionali comunali.
Un esame puntuale e onesto del sistema fiscale italiano, porta dritti dritti alla conferma che anche davanti al fisco prevalgono le discriminazioni di classe, con una storia, un presente e un futuro che vede il sistematico trasferimento di ricchezza dal lavoro alla rendita, anche sul piano dell'organizzazione delle imposte.


                                                      


In Italia, chi è fedele al Fisco sopporta una pressione fiscale - previsione ufficiale del 2012-  del 45%, mentre quella reale -  confermato dall’ulteriore aumento dell’Iva previsto per il prossimo autunno -dovrebbe toccare il 54,5% secondo l’analisi della. CGIA di Mestre
La storia ce lo ha insegnato e ormai lo dovremmo avere imparato: nessuno Stato è in grado di reggersi senza un sistema fiscale efficiente, nessuna società può funzionare senza un sistema fiscale equo. Le tasse non sono belle e non sono brutte. Le tasse sono semplicemente lo strumento necessario per poter vivere insieme, cercando di non lasciare nessuno indietro. Le tasse sono il prezzo da pagare per vivere in una società giusta ed equa. Ed è un prezzo che dovremmo pagare tutti. Perché, dice Einaudi-  «la giustizia, in materia di imposta, vuol dire uguaglianza di trattamento per persone che si trovino in uguali condizioni».   Non pagare le tasse vuol dire rubare soldi alla collettività. Non è una “furbata”, ma un sistema criminale                                                                                                                            
Ai cittadini che pagano le tasse, la pressione fiscale sembra davvero ingiusta. Perché chi paga le tasse sopporta il peso di chi le tasse non le paga. Anzi, subisce l’elevata pressione fiscale che lo Stato deve imporre a carico di tutti quei cittadini che le tasse non possono fare a meno di pagarle o che decidono spontaneamente e per senso civico di pagarle spontaneamente. A livello di uomo della strada, si ragiona in due modi, il primo è  il calcio dove  tutti sono allenatori o giocatori, il secondo, consiste nel fregare il fisco. Perché in Italia chi è più furbo vince, e chi paga le tasse è un cretino. Ed è una mentalità dura da sradicare.

La Costituzione della Repubblica Italiana: articolo 53
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.


CONSIGLIO COMUNALE 26/04/2012: MOZIONE APERTURA NUOVA FARMACIA


Dichiarazione di voto del consigliere Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista e del consigliere Valter Saresini di Liberamente sulla mozione: apertura nuova farmacia presentata da Crescere Insieme (PD)
                                                                                                                                                         Voteremo a favore della Mozione perché:                                                                                                                                               1) Sconfessa il Patto di Stabilità.                                                                                     2) Sconfessa il “Salva Italia” –articolo 11 -che contiene le norme che impediscono la prelazione ai comuni delle nuove aperture delle farmacie.                                                                     
 3) Sconfessa il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione modificando    l’articolo 81.

Le conseguenze del decreto Liberalizzazioni, convertito in legge il 22 marzo 2012.

Manca la riconferma nella legge (la legge 2.4.1968, n. 475)  del diritto di prelazione dei Comuni sulle oltre 3.000 farmacie che saranno aperte attraverso il concorso straordinario e la perdita di mercato con l’introduzione della vendita di alcuni farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie. Le farmacie comunali, quindi, non saranno solo economicamente più deboli, ma anche numericamente. La rappresentatività delle farmacie comunali sul totale del numero delle farmacie sul territorio, che prima del decreto era pari all’ 8%, subirà infatti un’ulteriore riduzione arrivando al 7%.

Lacrime di coccodrillo o ipocriti gestionali?                                                              Dice L’ANCI, delusione su farmacie comunali.                                                              Delude la mancata cancellazione del divieto di prelazione comunale rispetto alle nuove aperture cittadine Auspichiamo pertanto che il Governo sia sensibile alle richieste dell'ANCI quale portatrice delle esigenze dei territori, condividendo gli interventi chiarificatori da inserire nel previsto regolamento sui criteri per l'analisi di mercato e la delibera quadro sull'affidamento in esclusiva''                                                                                
Avanti potete fare anche di peggio, altro che Europa. 
                                                                                                                                                         
Il riconoscimento delle farmacie comunali viene innanzitutto dall’Europa che avvalla non solo il diritto di prelazione sull’esercizio della metà delle sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione, ma nel contempo distingue l’esercizio delle farmacie comunali da quello di ogni altro servizio pubblico locale.                                                                                                
 Nel 1968 la riforma Mariotti, con la legge 2.4.1968, n. 475, stabilì che l’apertura delle farmacie comunali avvenisse invece a seguito della revisione biennale della pianta organica, garantendo ai comuni il 50% delle farmacie di nuova istituzione o vacanti sulle quali potevano esercitare il diritto di prelazione. Negli anni ’90, sulla spinta della cultura liberista incomincia la legiferazione che  vide poi farsi strada le cosiddette privatizzazioni nell’ambito di un processo culturale che cominciò a far venire meno la percezione del ruolo sociale svolto dalle farmacie pubbliche, si giunse persino tra il 1989 ed il 1990 a prevedere la facoltà, per i comuni, di alienare la titolarità delle farmacie possedute e il continuo susseguirsi di norme in materia di servizi pubblici, sempre più finalizzate all’ingresso dei privati,                                                                                  
Sospendere per i Comuni il diritto di prelazione sulle farmacie di nuova istituzione è il principio alla base dell’elaborazione dell’art. 11 salva Italia, per la sua attuazione la scelta è stata ideologica, scelta di classe, scelte speculative, la sanità, la salute, deve creare profitto, deve essere una merce e quindi anche l’essere umano deve diventare merce del mercato. Quelle forze politiche che hanno approvato il “Salva Italia” e il decreto Liberalizzazioni, convertito in legge il 22 marzo 2012. sono responsabili di tale e nefasto principio.

domenica 8 aprile 2012

CERVELLI DI CEMENTO

 L’ULTIMO POLMONE VERDE DI CARCINA RISCHIA D’ESSERE DEVASTATO DAL CEMENTO








QUESTA E’ LA CONSEGUENZA DELLA PESSIMA GESTIONE URBANISTICA DI CHI HA DIRETTO IL COMUNE DI VILLA CARCINA NEGLI ULTIMI 30 ANNI. QUELLI DI CENTROSINISRA HANNO SEMPRE CEMENTIFICATO, QUELLI DEL CENTRODESTRA STANNO CEMENTIFICANDO.
TUTTI COSTORO IMPERTERRITI CONTINUANO NEL DISASTRO.
103.290 MQ DI TERRENO AGRICOLO VENGONO IN PRATICA CEMENTIFICATI E  DISTRUTTI SENZA ALCUN SENSO CIVILE E IL CORRETTO USO DELLA RAGIONE.
VERRANNO COSTRUITI 250 APPARTAMENTI CON UN PRESUNTO AUMENTO DI POPOLAZIONE DALLE 700 ALLE 900 UNITA’. VI SARANNO 500 AUTO IN PIU’ CHE CIRCOLERANNO NEL TESSUTO URBANO, AUMENTANDO I GRAVI PROBLEMI ESISTENTI.



 
A CHI SERVONO QUESTE NUOVE ABITAZIONI DATO CHE NEL COMUNE SONO CENSITI
PIU’ DI 600 TRA APPARTAMENTI VUOTI E CASE VECCHIE DA RECUPERARE?
PERCHE’ VOGLIONO COSTRUIRNE ANCORA?
PERCHE’ VOGLIONO DISTRUGGERE ALTRO TERRITORIO?
 QUESTA E’ LA CULTURA  CHE PORTA  AL DISASTRO ECONOMICO, POLITICO E SOCIALE.    
AVREBBERO DOVUTO METTERE “LA PROPRIA TESTA NELLA COLATA DI CEMENTO”: FORSE ERA L’UNICO MODO PER NON FARE DANNI AL TERRITORIO E AI CITTADINI.

 
Sintesi della dichiarazione di voto e della mozione presentata sull’AdT4  dai consiglieri comunali Marsilio Gatti di Rifondazione Comunista e  Valter Saresini di Liberamente  nel consiglio comunale del 20  febbraio 2012.

 
Chiediamo di sospendere  il programma di costruzione dei 250 appartamenti decisi nel Piano di Attuazione di iniziativa Privata, Ambito di Trasformazione AdT4 e sub comparto AdTa e AdTb, posti tra via Garibaldi e via Fucine a Carcina. Noi riteniamo che si debba rinunciare a rappresentare gli interessi di pochi, per il bene della collettività e che questa debba essere la nuova politica sociale delle comunità, se la parola comunità ha ancora senso. Bisogna domandarsi seriamente a chi servano realmente i 250 nuovi appartamenti programmati con l’AdT4, dato che  già oggi nel nostro comune esistono più di 600 case o appartamenti vuoti, completamente inutilizzati, che occupano spazio senza alcuna utilità per i residenti, mentre i centri storici sono lasciati in agonia. Bisogna salvaguardare il suolo agricolo sia come risorsa economica che come risorsa ambientale. Cementificare senza una vera necessità significa ridurre il suolo rendendo il terreno impermeabile, con tutte le conseguenze connesse.
Oggi l’imperativo è quello di salvaguardare la terra.
Un popolo che ama veramente il proprio Paese, che conosce il proprio territorio, che ne comprende le eredità naturalistiche e storiche e possiede un serio progetto di futuro, non farebbe mai tale mega cementificazione  per un pugno di monete. Certo, la cultura liberista di chi ci ha governato negli ultimi 30 anni ha obbligato i Comuni a distruggere il proprio territorio in cambio degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente.  Ma se una cosa è ormai estremamente limitata sul pianeta è proprio la terra e ancor più la terra fertile. Il rispetto che dobbiamo al suolo è immenso e non dobbiamo esaurirlo con progetti che lo distruggono per sempre. 
Uno sviluppo urbanistico diverso e totalmente rispettoso del territorio  abbinato a una cultura eticamente diversa e più solidale, sceglierebbe di riqualificare in meglio tutto il patrimonio edilizio l'esistente. Questa alternativa dipende in ultima istanza dalle scelte e dalla volontà dei cittadini. L’attuale Amministrazione e il Consiglio comunale devono coinvolgere i cittadini nelle decisioni che coinvolgono la qualità della vita della comunità. Questo è un valore fondamentale della evoluzione delle  società civili.
La storia non è sempre esistita. La storia la scriviamo noi. La storia che conosciamo è l’unica storia che è avvenuta.   Ma non era l’unica storia possibile.
Oggi noi sappiamo che possiamo cambiare le cose, se le abbiamo capite e compreso il perché succedono.  Chi decide l’uso del territorio? Secondo la legge sono i Comuni, le Regioni, quindi i cittadini che in ultima istanza eleggono i loro rappresentanti.
Il compito di un amministratore sarebbe quello di tutelare sapientemente le risorse e gestire al meglio il bene comune, non dunque favorire acriticamente la cultura dell’avere e dell’accumulare, bensì rappresentare la cultura dell’essere.  


La cultura liberista del mercato globale è:
-         quella della distruzione del suolo per speculazioni e profitti di pochi che ricadono sul debito pubblico e quindi a carico di tutti i cittadini,
-         quella che non utilizza il suolo per esigenze alimentari, per la biochimica e finalità energetiche.
Perché non procedere allora ad un attento ed approfondito censimento che verifichi l’esatta consistenza del patrimonio abitativo e delle necessità dei cittadini di Villa Carcina, al fine di capire a quanto ammontino gli alloggi sfitti, gli alloggi e le case da ristrutturare, le case e gli appartamenti invenduti e non utilizzati e perché invece qualcuno continua a chiedere di costruire, anche se in realtà non ve n’é bisogno.
Il Comune di Villa Carcina, rispetto al proprio territorio, alla sua conformazione e alle sue esigenze sociali, non ha alcun bisogno di cementificare, ma ha tutto l’interesse di salvaguardare quel poco che rimane.  Villa Carcina non è più quel grande comune industriale che richiedeva mano d’opera per cui  doveva soddisfare la forte domanda di alloggi sul luogo di lavoro. Villa Carcina, se oggi costruisce, distrugge quel poco di territorio  libero  - l’ultimo polmone verde rimasto - per ampliare un paese dormitorio in evidente sofferenza urbanistica.
Ci saranno dalle 700 alle 900 persone in più che aumenteranno le problematiche sociali, 500 macchine in più che circoleranno nel tessuto urbano del comune, creando ulteriori seri  problemi di mobilità.  Aumenteranno così i problemi storicamente irrisolti di questo comune mentre mancheranno spazi sociali, scuole opportunamente dimensionate e centri di aggregazione per giovani e anziani. Saranno inoltre completamente e definitivamente eliminati spazi per la protezione civile. 
La cementificazione ingiustificata del territorio è un concetto devastante imposto con violenza alla comunità, mentre oggi si deve migliorare solo in qualità, non più in quantità come in passato, per dare cioè risposte alla domanda di maggiori beni sociali e di migliore convivenza della collettività.
Per questo abbiamo chiesto di sospendere il progetto di cementificazione dell’AdT4, anche se a suo tempo inserito nel  nuovo PGT. Noi riteniamo che le motivazioni a costruire in maniera così devastante a Carcina siano solamente di tipo speculativo e che sia ora di passare dalla cultura della cementificazione alla cultura del rispetto dello spazio comune, per lasciare alle nuove generazioni la possibilità di godere della meravigliosa natura che è il fondamento della vita delle persone.                                                                                      
RIFONDAZIONE COMUNISTA E LIBERAMENTE
HANNO VOTATO  CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO DI CARCINA 
 HANNO VOTATO A FAVORE P.D.L. - LEGA NORD - CRESCERE INSIEME (PD)



 

venerdì 3 febbraio 2012

 Si va verso la grande depressione economica, come e più del 1929, provocata dalla “dottrina tedesca”.

  " Patto fiscale" firmato dall’Italia lunedì 30-01-2012- a Bruxelles, accettato da 25 dei 27 paesi UE (Londra e Praga esclusi). l’Italia potrebbe andare in pezzi e l’Europa distrutta.  La "dottrina tedesca" dell’austerità è diventata un obbligo per l’Europa; il pareggio di bilancio sarà scolpito nelle Costituzioni di tutti gli stati, sui deficit e sull’obbligo di riduzione del debito avrà poteri la Corte di Giustizia europea. «I limiti al debito saranno vincolanti e validi per sempre» «non si riuscirà mai a cambiarli attraverso maggioranze parlamentari». Mario Monti, governo dei tecnocrati, tutore degli affari delle banche e delle finanziarie, gestisce gli affari comuni del capitale e compartecipe delle politiche della Germania - L’Italia sperava di avere un Prodotto interno Lordo intorno a 1600 miliardi di euro. Secondo il Fondo Monetario Internazionale la recessione lo farà cadere del 2,2%, circa 35 miliardi di euro in meno, su una spesa pubblica vicina a 800 miliardi di euro. La recessione porta 15miliardi di minori entrate fiscali, e altrettante potrebbero essere le maggiori spese dovuto al rialzo dei tassi d’interesse sui 1900 miliardi di debito pubblico italiano. L’impegno accettato a Bruxelles di rimborsare un ventesimo del debito pubblico all’anno, vorrebbe dire per l’Italia 95 miliardi di euro di spesa ulteriore ogni anno: in tutto 125 miliardi sottratti al bilancio dello stato rispetto al 2011, un sesto dell’intera spesa pubblica, una cifra enorme. Si può stimare che metà del rimborso del debito vada ai creditori stranieri, sottraendo risorse al paese. La caduta del Pil a questo punto sarebbe dell’ordine del 6%, senza calcolare gli effetti indiretti del calo di redditi, spesa pubblica e consumi. L’Italia smetterebbe di funzionare. I dati sulla disoccupazione in Italia, sono devastanti ma non è che l’inizio di un bollettino di guerra. Nel 2012 ci sarà un aumento della disoccupazione di oltre 800 mila posti di lavoro perduti. È la misura del rischio di grande depressione.   Il paese Italia potrebbe andare in pezzi. Potrebbe scoppiare una reazione populista antieuropea e secessionista, cavalcata dal centrodestra, che ha coperto corruzione, evasione, speculazione insieme alla Lega, che è razzista, xenofoba e che tutela gli evasori e speculatori, sarebbe la devastazione sociale. La democrazia è già nella distruzione totale-ultimo atto di matrice fascista è l’esclusione dalle fabbriche del sindacato FIOM, che non può più rappresentare i lavoratori che sono iscritti a tale sindacato e distrutto i contratti di lavoro nazionali e statuto dei lavoratori. 45milioni sono i disoccupati in Europa, 23 milioni tra i 18 e i 25 anni. Pensate cosa significa per l’Italia, rientrare in pochissimi anni dal 120% al 60% di debito! Il presidente Barroso ci dice che la cifra del sostegno pubblico, degli Stati membri e della UE, al sistema bancario e finanziario dal 2008 al 2011, è stata di 4600 miliardi di euro,di cui vanno aggiunti i 500 miliardi di euro stanziati successivamente e i 1000 miliardi di euro in via di autorizzazione - con tale cifra si sarebbe potuto azzerare i debiti di parecchi stati Europei- Una cifra enorme che ha trasformato in debito pubblico quello che era un debito privato. Ma le borghesie nazionali, compresa l’italiana, sono ben liete di pagare il dazio tedesco-tanto paga pantalone- perché questo consente una operazione di ristrutturazione selvaggia del mercato del lavoro e del Welfare, dei diritti e delle loro rappresentanze sociali e politiche, altrimenti impensabili.                                 PRECARI E SENZA FUTURO.                         MACERIE E DEVASTAZIONE SOCIALE. P:S- un operaio ogni giorno si toglie la vita per la perdita del lavoro.                                           RIFONDAZIONE COMUNISTA                                                                VILLA CARCINA-06-02-2012

giovedì 12 gennaio 2012

Natale 2011

NATALE – 2011

Lenta,
fluida,
cammina la bianca materia,
ora spenta.
Porta con sè, la memoria.

I fiumi dilagano, pieni di ipocrisia.

Scorazzano i ladri. 

Governano i tecnocrati.


Esplodono le armi.

Dormono,
le nuove generazioni.

Morti che camminano,
son le vecchie.

Saranno di sangue,
segnando le porte,
i natali futuri.

Marsilio Gatti 13-12 2011

Barriere architettoniche

BARRIERE ARCHITETTONICHE : L’IPOCRISIA DELL’ALBERO DI NATALE Quante volte i nostri governanti nazionali e locali ci hanno detto che non ci sono più soldi per le opere sociali a tutela dei più deboli? A livello nazionale il governo spende 20 MILIARDI di euro (come l’ultima finanziaria di Monti ) per comperare 180 aerei cacciabombardieri ed azzera il fondo nazionale per l’assistenza sociale. Qui da noi nel nostro paesello, la giunta Giraudini – Lega nord taglia in tre mesi 7 mila e 400 € (su circa 40 mila euro) destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche ma in compenso spende 6 mila e 600 € per le luminarie dell’albero di natale ! A VOI TUTTO QUESTO PARE GIUSTO? A NOI NO! Abbiamo chiesto in consiglio comunale di evitare di illuminare l’albero del municipio ed usare quei soldi per integrare la somma mancante per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la giunta ci ha detto di no , sostenendo che l’albero illuminato è una caratteristica dell’identità del nostro paese. Noi crediamo invece che un paese misura la sua civiltà sulla capacità e volontà di rendere meno gravosa l’esistenza ai suoi cittadini, dimostrando verso ognuno, soprattutto se più deboli, atti concreti di solidarietà e giustizia sociale. Il nostro paese non lo fa certo addobbando alberi di natale a scapito di servizi necessari, ma dovrebbe permettere e garantire una sicura mobilità a chi , per motivi fisici, temporanei o permanenti , ha più di altri difficoltà a farlo. Per questo motivo in questi giorni troverete sulle strade del paese questi simboli
dove ci sono delle barriere architettoniche, per evidenziare il problema agli amministratori e a tutta la cittadinanza. E’ ora che L’Amministrazione Giraudini faccia qualcosa di utile, in questi due anni di immobilismo il Sindaco si è impegnato nell’inaugurazione di un parco giochi già esistente, di una fontanella d’acqua e di un area cani: noi crediamo che un Sindaco si debba occupare di cose serie. Sproniamo l’Amministrazione comunale in modo che elimini questi ostacoli non più tollerabili in una società civile, facendosi realmente carico degli interessi di TUTTA la sua cittadinanza. Gruppo Consigliare LiberaMente – Villa Carcina 07-01-2012 Partito della Rifondazione Comunista - Villa Carcina

Articolo giornalino: "La più grande truffa di tutti i tempi"

LA PIU’ GRANDE TRUFFA DI TUTI I TEMPI.

Dal governo, dai telegiornali ai giornali,ogni giorno ci dicono che siamo sotto attacco dalla speculazione finanziaria contro l'Euro e in particolare contro i titoli di stato della Grecia prima e dell'Italia poi. Contro questa speculazione il governo Berlusconi -Bossi,ha varato manovre finanziarie che distruggono lo stato e la civiltà, applicando ciò che volevano, industriali, banchieri, speculatori: dalla libertà di licenziamento all'allungamento dell'età per andare in pensione, dalla privatizzazione dei servizi pubblici locali, alla distruzione dei contratti nazionali di lavoro e dello statuto dei lavoratori, al taglio dei fondi per l'assistenza sociale, ai trasferimenti economici per i Comuni. QUESTE misure, servono a combattere la speculazione finanziaria ? Tutte le scelte economiche e sociali del governo Bossi- Berlusconi, sono state condivise con l'Unione Europea, che chiede insieme alla Bce, misure più pesanti di taglio della spesa pubblica. Sono le stesse misure che da un anno sono state applicate alla Grecia e che hanno prodotto una pesante recessione e un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e che ci vorranno decine di anni perché quel paese possa riprendersi. Perché non vanno ha prendere i soldi la dove ci sono,patrimoni, rendite, evasioni, grandi ricchezze e tassare tutte le speculazioni finanziarie? La speculazione sull'Euro e poi sui titoli di stato greci e italiani è dato dal fatto che: la Bce (quella che stampa l'Euro per conto degli stati europei) è l'unica Banca Centrale del mondo che presta i soldi alle banche private (all'1,25% di interesse) e non presta direttamente i soldi agli stati che sono cosi obbligati a finanziarsi sul mercato, a farsi prestare soldi dagli speculatori (cioè le banche e le grandi finanziarie) che attaccano uno stato per volta e per acquistare i titoli di stato si fanno pagare un tasso di interesse da MAFIA PURA. l'Italia oggi paga dal 5,16% al 7,26% di interessi per piazzare i suoi titoli (la Grecia dal 15% al 30,88%). Gli speculatori che prendono a prestito i soldi dalla Bce all'1,25% e poi li prestano all'Italia oltre il 6,%, hanno un bel guadagno e continueranno questo gioco all'infinito. Il governo potrebbe anche abolire le pensioni o la sanità pubblica, ma la speculazione continuerà a fare il suo gioco. Anche perché, grazie all'evasione fiscale ( 300 miliardi di euro annui, il debito italiano è di 1900 miliardi di euro) gli speculatori hanno quindi parecchio debito su cui speculare e nessuna politica è in grado di ridurre veramente il debito senza mettere i carri armati per le strade. In questa situazione il Fondo Salva Stati- cioè salva banche- ultimo è di 1000 miliardi di euro, istituito a livello europeo, rappresenta solo la cifra momentanea, aspettandone altri finanziamenti dalla BCE (i soldi della Bce sono soldi di tutti i cittadini onesti dell’unione europea) che gli speculatori possono estorcere agli stati prima che questi falliscano: è una politica che tutela e finanza la speculazione. Come eliminarla? Basterebbe che la Bce, oltre a prestare i soldi alle banche e alle grandi finanziarie, li prestasse direttamente anche agli stati membri, cioè comprasse direttamente i titoli degli stati europei. In questo modo gli stati avrebbero il denaro necessario al tasso di interesse ufficiale dell'1,25% e non sarebbero obbligati ad andare a chiedere i soldi ai criminali della finanza. La speculazione cesserebbe immediatamente, perché non vi sarebbe più la possibilità di ricattare gli stati da parte degli speculatori. Sicuramente voi pensate che la nostra sia una risposta semplicistica, che se fosse cosi semplice l'avrebbero già messa in pratica. Peccato che noi proponiamo di fare esattamente quello che fanno gli Usa (dove la Federal Reserve compra direttamente i titoli di stato americani), la Gran Bretagna, l'India, il Brasile, la Cina e tutti i paesi del mondo. L'Europa è l'unico posto nell'universo e l'unico caso nella storia dell'umanità in cui la Banca Centrale - in nome dell'ideologia neoliberista - presta direttamente i soldi agli speculatori e non agli stati. E’la più grande e colossale truffa voluta dall'Unione Europea. Voluta dalle classi dirigenti europee, sia dal centro destra che dal centro sinistra e imposta alla BCE con il trattato di Mastrich, per spingere gli stati a tagliare lo stato sociale. Il complesso delle classi dirigenti europee permette alla Merkel di usare la speculazione come una clava, per ridurre il costo del lavoro in una Europa considerata alla stregua del cortile di casa della Germania, ciò che vogliono Bossi e Tremonti. Perché le banche private italiane, assieme alle spagnole, non hanno immediatamente detto che il vero problema sta nel marciume franco , tedesco e che le loro banche sono piene di titoli tossici e speculano sui titoli Greci, del Portogallo, della Spagna e ora dell’Italia, si sono invece accodate alla richiesta di tagliare il debito infettando così i buoni pubblici in loro possesso?-operazione iniziata due anni or sono dalla Germania e poi seguita dalla Francia. Perché le forze politiche e soprattutto le forze sociali che pretendono di difendere i poveri, i pensionati gli operai coprono la più grande truffa di tutti i tempi? Non è un caso se ci censurano: siamo gli unici a dire ad alta voce questa semplice verità. Con i soldi, fino ad ora stanziati dalla BCE alla speculazione finanziaria, si sarebbe potuto azzerare i debiti della Grecia,del Portogallo, della Spagna e dell’Italia.Le società, le Comunità, gli Stati, si evolvono, se, al primo posto c’è la difesa della DIGNITA’ UMANA. Per loro la dignità, non significa nulla, hanno una visione mercificata del lavoro e quindi dell’essere umano. Un altro mondo è possibile.

odg 10 gen 2012: “Applicazione della costituzione italiana"

CONSIGLIO COMUNALE
MARTEDI 10-01-212
ORDINE DEL GIORNO
“Applicazione della costituzione italiana:
Diritto, dignità, cultura, sapere e libertà”
PRESENTATO DAL CONSIGLIERE MARSILIO GATTI
DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA


“Fiat, terra, mare, cielo”, recitava una vecchia pubblicità della multinazionale torinese ai tempi in cui da casa Agnelli usciva di tutto: dalle littorine agli aerei, dagli autobus ai cioccolatini. Più che una pubblicità della Fiat era una pubblicità dell'Italia. Le cose nel tempo, sono profondamente cambiate da quando i treni sono finiti in mano ai francesi, gli aerei al fondo americano Carlyle, quello dei Bush e gli autobus vengono costruiti in Francia e nella Repubblica Ceca e gran parte delle automobili negli Stati Uniti, in Polonia, in Serbia, in Turchia. L'Italia è destinata a diventare, con le attuali classi dirigenti politiche e sociali, al massimo, una fabbrica cacciavite. Il Lingotto che sta trasferendo la testa negli Usa e i tentacoli ovunque, per succhiare dai governi e spremere gli operai- come si fa con le arance, si spremono, qualcuno beve il succo, la buccia gettata nella discarica- Il gigante di ferro, Mirafiori, è poco più che archeologia industriale. La Pomigliano, a democrazia ridotta, che sta rinascendo dalle ceneri di una storia collettiva, parla un'altra lingua e chiude i cancelli in faccia a chi non si inginocchia al cospetto del “Santo Marchionne”. Chi si ricorda dell'Alfa Romeo di Arese? E chi si ricorderà, dopodomani, della cattedrale nel deserto, chiamata Termini Imerese? In 112 anni di storia, la Fiat ha provocato enormi danni all'Italia da cui non ha mai smesso di mangiarci sopra. La Fiat dovrebbe restituire alla Finmeccanica - cioè alla collettività - l'Alfa Romeo- Agnelli, se l’e mangiata gratis con l'aiuto di Craxi (presidente del consiglio) e di Prodi (presidente dell'Iri). Un macabro esempio di privatizzazione che macabro non è perché è la cultura del capitale, che poi è proseguita nel tempo indifferentemente da chi ci governava. Un gioiello praticamente regalato alla Fiat, pur di impedirne l'acquisto da parte di Ford, che avrebbe segnato la fine del monopolio torinese. Dell'Alfa Romeo oggi resta solo il marchio. In 112 anni la Fiat ha avuto dallo stato italiano, dalle sue istituzioni, tra denaro, strutture, terreni, agevolazioni fiscali, ecc, un totale di 220mila miliardi di lire- più di 100 miliardi di euro- soldi e strutture di proprietà dei cittadini onesti italiani regalati alla Fiat. Il poco che resta di “Fiat, terra, mare,cielo.” sta per diventare un tris di sottomarche della Chrysler. Persino la Fiat Cinquecento, costruita in Messico, che doveva spopolare negli USA è diventato un disastro commerciale. Le quote in Italia e in Europa delle quattro ruote di Marchionne stanno crollando. Ma da noi - cioè in Italia- di che cosa parliamo? Dei tre stabilimenti chiusi a Imola, ad Avellino, in Sicilia? Dei conseguenti danni sociali? Noo! Si parla invece di come rilanciare l'azienda vietando il diritto di sciopero, decurtando lo stipendio dei lavoratori ammalati, impedire a tutte le tute blu di votare buttando fuori dalle fabbriche la Fiom, l’organizzazione sindacale con il maggior numero di consensi ed il maggior numero di iscritti; non avrà più diritto di rappresentare le lavoratrici ed i lavoratori, indire assemblee, avere a disposizione locali e permessi, appendere comunicati, manifesti, né ricevere i contributi dei propri iscritti. Perché? si rifiuta di firmare un accordo, che toglie la dignità della persona, la sua libertà di pensiero, il diritto di decidere, di votare, il diritto al sapere, alla conoscenza, della sua evoluzione, cioè: che l’operaio venga ridotto ad un servo della gleba, che vive e lavora per il “signore” di turno che decide la sua vita, la sua morte. Tempi di lavoro e ritmi cinesi con straordinari obbligatori e senza contrattazione, che vanno da 120 a 200 ore all’anno. Peccato che in attesa degli straordinari, quando la domanda, chissà, perché, percome, magari grazie agli extraterrestri, esploderà. Siamo ormai nella cultura degenerata e superata che bisogna produrre, produrre, crescere, crescere, distruggendo materie prime e ambiente. Distruggere per vivere, quando la vita e la evoluzione è solamente aumentare la conoscenza e il sapere. Decine di migliaia, sono le tute blu, che vengono messe in cassa integrazione, rapinando gli ammortizzatori sociali, in attesa che si impedisca a qualche centinaia di migliaia di lavoratori di andare in pensione. Migliaia di tute blu vengono mandate a casa prematuramente e sempre con i soldi della collettività, con scivoli di 5, ed in alcune realtà produttive anche di 7 anni, ti lasciano a casa senza ammortizzatori sociali; sei troppo giovane per andare in pensione ma troppo vecchio per lavorare. La Fiat ha disdetto il contratto nazionale di lavoro e tutti gli accordi sindacali stipulati dal 1971 ad oggi. Nei 180 stabilimenti in cui “lavorano” 86.200 dipendenti sarà imposto per “decreto” il contratto di Pomigliano. Cito qui tra tanti episodi, il vergognoso licenziamento di Riccardo Antonini, deciso dall'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato. Licenziato perché, questo ferroviere, è tecnico di parte civile per le famiglie vittime della strage di Viareggio.
(32 sono le vittime, della strage ferroviaria, del 29 giugno 2009 di Viareggio)
Il dovere della fedeltà, costi quel che costi, al capo dell'azienda ed ai suoi principi, è diventata la costituzione formale che ha sostituito in tanti luoghi di lavoro, i principi della costituzione repubblicana. Dove sono i “cosiddetti democratici”, che tanto sparlano di difendere la Costituzione e l’Unità d’Italia?- Che per la Lega è solo carta igienica- Con l'accordo interconfederale del 28 giugno, il principio delle deroghe al Contratto Nazionale di Lavoro è stato accettato da tutti i sindacati, compresa la Cgil e con l'articolo 8 - del decreto sulla crisi 2011, fatto apposta per proteggere la Fiat dal giudizio dei tribunali e per smantellare tanto il contratto nazionale, quanto l'intera legislazione, a tutela del lavoro, voluto dal governo Berlusconi - Bossi e portato avanti dal ministro Sacconi (ex socialista e relatore delle finanziarie del governo CRAXI, responsabili allora dello stratosferico aumento del debito italiano e della stratosferica corruzione, di tutti gli apparati,
sia pubblici che privati- guarda caso, quelli che hanno governato negli ultimi 10 anni, sono solo gli eredi del craxismo, della sua cultura sociale e politica, facevano danno allora come oggi e come si sa, è sempre questione di memoria). Si è persino stabilita la facoltà per le imprese prepotenti e per i sindacati “venduti” e dalla cultura ormai che rasenta l’inciviltà, di non applicare più la legge dello Stato a partire dalla tutela contro i licenziamenti e che oggi si comportano come la Lega. Dopo i disastri fatti governando per più di 10 anni e dei sindacati che erano nient’altro che trasmissione dei poteri forti, oggi si comportano come se a governare ci fossero stati gli extraterresti e non loro. A tutto questo si aggiunge un sistema persecutorio, meticoloso e raffinato, indagini sul pensiero e sui sentimenti dei dipendenti, che vanno persino a rovistare su facebook. Un clima di intimidazione e di attacco alle libertà personali che si traduce nella consapevolezza che ogni lavoratore ha di essere sottoposto ad un regime speciale. I licenziamenti politici, come quelli avvenuti a Melfi, l'autoritarismo continuo, l'oppressione sul lavoro. Le terribili lotte e le violentissime persecuzioni, che subì il movimento operaio americano, alla fine dell'ottocento, sono quelle che Marchionne rappresenta e la casta manageriale, che ragiona e si comporta come lui, viene da quella cultura. Dal 1 gennaio 2012 il contratto Fiat di Pomigliano è applicato a tutti gli stabilimenti del gruppo, sia dell'auto sia degli altri settori. Ci dicevano “quei santi di democratici e dei sindacati”, che era solo un caso isolato, non estendibile a nessuna altra realtà. Noi sappiamo che quando inizia un cancro, o lo si estirpa subito, o porta al macero tutto il corpo. L'azienda, compie un passo in più; negli anni Cinquanta il capo della Fiat, Vittorio Valletta, usò tutte le politiche antisindacali e autoritarie, tutti gli strumenti della repressione, allora conosciuti. Si fermò, però, di fronte ad una soglia, non abolì mai le elezioni delle commissioni interne. Anche nei periodi più bui della persecuzione della Fiom, dei comunisti e dei socialisti in fabbrica, i lavoratori periodicamente votavano per eleggere i propri rappresentanti. Marchionne ha invece abolito le elezioni dei lavoratori Fiat, diventando il persecutore anche delle altre aziende che ormai lo stanno seguendo, applicando lo stesso principio politico e anticostituzionale.( E’ successo anche a Villa Carcina alla fonderia Guido Glisenti, che è stata condannata dal tribunale di Brescia per attività antisindacale, esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori e alla F.I.O.M.).
Avranno solo sindacalisti nominati dall'alto, senza essere eletti, sono rappresentanti per opera “dello spirito santo” con il bene placido dell'azienda e ligi ai voleri dell'azienda e sulla costruzione sapiente di sindacati servili per il padrone e inutili per i lavoratori, inutili per la società civile e per l’ evoluzione umana. I lavoratori verranno assunti dopo avere fatto l’analisi del “sangue.” “Dichiara un dirigente Fiat- non perderemo certo il tempo ad esaminare gli iscritti alla Fiom”. La bestia immonda che è il capitale, che raggruppa tutte le culture degenerate ha iniziato con: meridionali di merda-maledetti immigrati- castriamo i culattoni - bruciando campi nomadi- perseguitando gli zingari- uccidendo i neri- bastardi ebrei- ora, perseguire i comunisti, i sindacalisti- La storia si ripete. “Prima vennero…. un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.” ( cit. Martin Niemöller) . C'è un solo precedente nella storia del nostro paese che possa essere citato. Il 2 ottobre 1925, presidente del consiglio Benito Mussolini. La Confindustria e i sindacati corporativi e fascisti si accordarono per riconoscersi reciprocamente l'esclusiva nella rappresentanza sindacale. Conseguentemente, abolirono le elezioni delle commissioni interne. Marchionne ha dichiarato che: la disdetta di tutti i contratti è per imporre un nuovo sistema senza alcuna libertà formale per i lavoratori, una semplice scelta tecnica.
Tecnica, la democrazia nominata tecnica, sono le rappresentanze nominate, tecnico è il governo. Tecnicamente è fascismo aziendale e tecnocraticamente è fascismo di stato.
Diceva Vazquez Montalban, “che il livello più alto della lotta di classe si verifica quando la classe dei proprietari nega perfino l’esistenza della classe dei proletari.”
Chiediamo al Presidente della Repubblica Italiana di imporre, il rispetto e l’applicazione della Costituzione Italiana, ONORANDO le decine di milioni di persone che sono morte lottando per la libertà, la dignità, la conoscenza, il sapere, la cultura, contro l’odio umano e per potersi eleggere i propri rappresentanti,si chiama evoluzione della civiltà umana.

Hanno votato a favore: Rifondazione Comunista- Liberamente
Hanno votato contro: P.D.L- Lega
Astenuti: Crescere Insieme (P.D)

martedì 23 agosto 2011

Finanziaria della società civile. Nel rispetto dei valori della nostra Costituzione

Finanziaria della società civile.
Nel rispetto dei valori della nostra Costituzione

Tassa patrimoniale del 5 per mille per i patrimoni superiori
Ad un 1 milioni di euro. L'aumento delle entrate erariali è di 31,5 miliardi di euro l’anno.

Tassare le rendite finanziarie al 23% invece del 12,5 attuale come si fa in tutta Europa. L’introito sarebbe in questo caso di 2miliardi di euro l’anno

Un miliardo l’anno deriverebbe da tre misure che potremmo
chiamare di ecologia politica: tassa sui diritti televisivi sullo sport-spettacolo (40 milioni); tassa automobilistica sull’emissione di CO2 (500 milioni; tassa sulla pubblicità (450 milioni).

Ponte sullo Stretto, TAV e le altre grandi opere, 2,5 miliardi di euro l’anno di risparmi.
Azzerare le grandi opere (dalla TAV in val di Susa al Ponte sullo
stretto) e con quelle risorse si faccia un piano per rendere autonomo
energeticamente ogni edificio pubblico e pannelli solari su tutti i tetti.

Riduzione del 40% nelle spese militari, 2 miliardo di euro l’annuo.
E usare quelle risorse per il riassetto idrogeologico del territorio.

Fine missione in Afghanistan e in Libia (1,300 miliardi di euro l’anno);
Si ritiri l’esercito dall’Afghanistan e si smetta di bombardare la Libia

Tagli alla produzione dei cacciabombardieri F35, 620 milioni di euro l’anno.

Chiusura dei Cie (115 milioni di euro ogni l’anno);

Passaggio a copy left e open source nella pubblica amministrazione (risparmio di 2 miliardi di euro l’anno

Abolizione fondi a scuole e università private, 700 milioni di euro l’anno

Riordino delle convenzioni private nella sanità, 700 milioni di euro l’anno.

Lotta alla evasione fiscale; con norme semplificate e aumento dei controlli da una entrata di 35 miliardi di euro l’anno

Lotta al lavoro nero; aumentando i controlli e i poteri agli ispettori del lavoro si recuperano 1 miliardo di euro l’anno a livello fiscale e 1 miliardo di euro l’anno di evasione contributiva.

Riduzione dei costi della politica ( provincie, vitalizi parlamentari auto blu, stipendi parlamentari e consiglieri regionali, presidenti regionali, dirigenti di enti statali, liquidazioni, pensioni ecc per un importo di 3 miliardi di euro all’anno
Tassa sulle transazioni finanziarie ( la Tobin tax sulla speculazione dei capitali) dello 0,1% da 3 miliardi di euro l’anno
Obbligo delle aziende che delocalizzano a restituire i finanziamenti
pubblici di cui hanno beneficiato
TOTALE- 87,425 MILIARDI DÌ EURO OGNI ANNO.

Conclusione; ci sono soldi per diminuire il debito pubblico e quindi gli interessi pagati
Ci sono soldi per aumentare le pensioni, i salari e le assistenze sociali
Ci sono soldi per rilanciare l’occupazione, la scuola, la ricerca
Ci sono soldi per il recupero e messa in sicurezza del territorio
NON c’è bisogno di tagliare i diritti, ma di aumentare i diritti, uccidendo tutte le forme di delinquenza e criminalità economica e sociale. che distruggono gli stati.





RIFONDAZIONE COMUNISTA
Villa Carcina – 22-08-2011



attuazione diritto allo studio,anno scolastico, 2011-2012

Dichiarazione di voto: attuazione diritto allo studio,anno scolastico, 2011-2012 , consiglio comunale, del comune di Villa Carcina, 04-07-2011
Consigliere comunale Marsilio Gatti del Partito della Rifondazione Comunista.

PREMETTO CHE; di dare atto, all’assessore Roselli, agli addetti di tale materia, alla giunta di non avere operato tagli,di avere fatto qualcosa in più, anche se minimo, rispetto agli altri anni per l’attuazione del diritto allo studio 2011-2012, e apertura ai valori dello stato Italiano, anche se rientrano nelle ricorrenze, visto che siamo cittadini italiani.
Si dovrebbe operare un aumento delle fasce di reddito, ISEE, tra il minimo e il massimo, per dare un sostegno alle famiglie,che più sono in difficoltà.
La scuola, come dice la costituzione è una sola, ed è pubblica, un bene comune, dove tutti, indipendentemente dal reddito, dal colore, dalla religione, dalla idea politica, garantisce la crescita culturale, le conoscenze e i saperi, dove a tutti viene insegnato e praticato, a vivere con gli altri a relazionarsi con gli altri, senza steccati .E’ il più grande valore, per poter costruire il popolo del futuro e i padri costituenti lo hanno scritto, memori del proprio vissuto. Il futuro, volente o nolente sarà multietnico e multiculturale. La specie umana è da quando esiste che è emigrante e lo sarà sempre. Su questo fronte sia le istituzioni che la scuola dovranno fare molto di più per la loro socializzazione e partecipazione alla società civile,per non avere dei cittadini italiani con andicap culturale.
OGNI PORTA CHE SI APRE NELLE SCUOLE, E’ UNA PORTA CHE SI CHIUDE NELLE PRIGIONI..
Io sono perché, la scuola sia a tempo pieno e lo stato dovrebbe destinare molte più risorse essendo la base dell’evoluzione umana..
I comuni dovrebbero progettare i poli scolastici, si risparmierebbero risorse e si avrebbe una scuola più efficiente. Il futuro è più studio, più ricerca , si passeranno, molti più anni a studiare, a ricercare, che a lavorare. L’uomo, non è nato per lavorare, ma il lavoro è utile all’uomo- questo dicono i cristiani-
Io dico, le persone non vivono per lavorare, ma lavorano per vivere.
PECHE’ VOTO CONTRO.
Quest’anno ricorre il 150° dell’unità d’Italia, si sono fatte celebrazioni e ricorrenze. Fatta l’Italia nel 1861, si doveva fare gli italiani, allora, c’era una costituzione , le sue istituzioni, anche se discutibile con gli “ occhi “ di oggi, ma allora era un grande passo in avanti, in termini sociali
ed economici, solo che nessuno, sapeva , conosceva, la costituzione e le sue istituzioni e non fu mai loro insegnato ,( solo una misera cerchia di persone la conoscevano) Ieri come oggi, l’unico bene comune, che è la costituzione non viene insegnata nelle scuole, le sue radici, la sua storia, del perché tale costituzione, fu scritta. Ieri come oggi manca la costruzione di un popolo che vive in questa nazione.
Un popolo senza memoria, è un popolo senza futuro.
L’unità non si fa con le celebrazioni e ricorrenze, ma conoscendo il proprio passato, per costruire il futuro.
Articolo 41. l’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
Cosa dire di quello che stanno facendo oggi, di tale principio e diritto?
Non è forse la cultura , coltivata per decenni che fatta la legge è fatto l’inganno? Cioè la cultura del furbo sia in politica che nel sociale, che ci ha portato alla perdita della memoria?
Come l’eliminazione delle rappresentanze sindacali elette dai lavoratori,
per i rappresentanti nominati, come al tempo del Feudalesimo, puri cortigiani),( come è oggi il parlamento) del diritto di sciopero, del diritto di voto. E’la negazione della rivoluzione della borghesia liberale’ della democrazia liberale e quindi del risorgimento..
Articolo 33 della costituzione recita: Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato.
Da De Gasperi in poi la DC aveva rifiutato di finanziare con soldi pubblici le scuole e la sanità privata, che in Italia significa al novanta per cento cattoliche .Sarebbe fondamentale soffermarsi a riflettere su questo fatto, che la dice lunga su come venisse interpretata la frase “senza oneri per lo Stato” perfino da un partito confessionale come la DC. Per non dire delle forze politiche presenti in Parlamento,(allora). Nel 1964 un governo presieduto da Aldo Moro venne battuto alla Camera e messo in crisi proprio per aver proposto un modesto finanziamento alle scuole materne private. Piano piano, muoiono i Padri costituenti e muoiono i vecchi antifascisti, che avevano vissuto sulla loro pelle, la demenzialità nazifascista .Nasce la coltura del Furbo, che della costituzione e delle sue istituzioni, della legalità, sono usati solo per il proprio potere. Ironia della sorte,( ma la sorte non centra e la ironia nemmeno) vuole che sarà un governo di centro-sinistra a guida postcomunista, (che di comunista,
di sinistra non hanno niente)- (governo D’Alema, ministro dell’istruzione Berlinguer) ad aprire le porte, di fatto, con la legge sulla parità scolastica (legge 62/2000), ai finanziamenti alle scuole private. In realtà la legge 62 riconosceva alle scuole private paritarie di svolgere un servizio pubblico, ma non prevedeva finanziamenti in quanto tali, perchè rifinanziava i contributi (sussidi) per le scuole elementari parificate e materne non statali previste dalle leggi del 1925 e 1962. La Moratti, ministro dell’Istruzione durante il successivo quinquennio di Berlusconi, utilizzò ampiamente la legge Berlinguer per finanziare le scuole private (scuole dell’infanzia e primarie).La legge finanziaria del 2006 (comma 635, finanziamenti scuole non statali) e la legge n.27/2006 (ministro Fioroni) estendono il diritto al finanziamento a tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alle superiori. Queste hanno diritto all’assegnazione di contributi (finanziamenti) da parte dello Stato per la funzione pubblica che svolgono, a condizione che autocertifichino (sic) di non avere “fini di lucro”.Aperto un simile varco (come la modifica del titolo 5° della costituzione) per i finanziamenti pubblici alle scuole non statali ( è meglio chiamarle con il loro vero nome: private), non stupisce che la Gelmini possa affermare (vedi intervista al Corriere della Sera del 18.6.2009) che sta pensando ad un “sostegno economico” o bonus per chi studia alle private. Costituzione alla mano – dice la Gelmini - voglio che tutti abbiano il diritto di scegliere se andare alla scuola pubblica o alla scuola privata. Quindi, siccome le scuole private costano, sto pensando ad una riforma che dia la possibilità di accedere ad un bonus a chi vuole frequentarle. Esattamente come succedeva già in Lombardia. La Gelmini, dimentica che, non è in discussione la “libertà di scelta” delle famiglie, diritto costituzionale, ma semmai la questione del “senza oneri per lo Stato”. E qui, ancora una volta, di oneri per le finanze dello Stato ce ne sono, anche se aggirati dall’ipocrita soluzione del contributo dato alle famiglie e non direttamente alle scuole. Lo Stato riduce investimenti e risorse nella scuola pubblica, a fronte di un aumento di finanziamenti alle scuole private, che svolgerebbero un “servizio pubblico” (sic).D’altra parte è significativo quello che è avvenuto in fase di finanziaria 2009, ove in un primo tempo erano previsti da Tremonti tagli
anche per le scuole private. Tagli immediatamente ritirati al primo stormir di fronde, dopo le proteste e le minacce di mobilitazione (proprio così!)
da parte dei vescovi. Ragion per cui alle scuole private sono stati assegnati 120 milioni di euro. La regione Lombardia in perfetta associazione con il governo centrale, sia in idee che di cultura, procede nella distruzione della scuola pubblica, così come aveva dichiarato il presidente del consiglio, non crederete che anche il figlio dell’operaio possa diventare dottore! Difatti, mette come ministro dell’istruzione, Maria Stella Gelmini, che per essere promossa va a Reggio Calabria. E’ la premiazione del merito? No! E’la distruzione della scuola pubblica, in perfetta sintonia con il ministro del tesoro, che dice; con la cultura non si mangia. E’ un passaggio storico, dove la cultura del FURBO ha conquistato il potere, sia sociale che politico, e raggruppa tutte le culture devastanti per una società civile.
E allora via che parte il treno, della distruzione della scuola pubblica ( la locomotrice è stata preparata, da quelli che dicevano. “noi siamo diversi”)
La regione Lombardia governata da P.D.L- LEGA, ormai da più di 10 anni, elude il principio costituzionale, erogando fondi non direttamente alle scuole private, ma, sotto forma di rimborso di una parte della retta scolastica, alle famiglie degli studenti che le frequentano, meccanismo escogitato nell’anno 2000.
Negli anni passati si ricorreva allo stratagemma del tetto di spesa minima, per la retta scolastica, in modo che gli studenti delle scuole pubbliche fossero esclusi in partenza dall’accesso ai finanziamenti regionali.
A partire dal 2008-2009, gli studenti delle scuole pubbliche sono esclusi per legge regionale (delibera n°6114elegge regionale n°19 del 2007)
Il buono diventa cosi “ dote per la libertà di scelta”, nel 2008-2009
Soltanto il 25% dei beneficiari dichiara al fisco un reddito inferiore ai 30.000 euro, mentre il 75% dichiara redditi tra i 30.000 e i 200.000 euro
COME è POSSIBILE QUESTO? Si chiama ,indicatore reddituale
che è una cosa diversa dal reddito della famiglia.
Per accedere ad integrazioni del reddito per la scuola pubblica, la famiglia deve presentare il certificato ISEE – che è la somma del redditi, beni immobili e di tutti i depositi bancari, titoli ecc, di tutti i componenti del nucleo famigliare e il tetto massimo è di 15.458 euro -- e per la dote di merito, di 20 mila euro. Per accedere ai soldi per la scuola privata, basta solo un’autocertificazione che considera solo la composizione familiare e il reddito, senza tenere conto dei patrimoni immobiliari e mobiliari- conti in banca, titoli ecc- e i limiti di reddito sono molto più generosi, arrivando a 46.597 euro, cosi che, una famiglia con un reddito effettivo di 200mila euro può accedere al buono dote scuola.
I soldi ci sono, ma vengono regalati da P.D.L – LEGA NORD, per la loro ristretta clientela politica privata. Alla maggioranza degli studenti della scuola pubblica lombarda, toccano scuole costrette a tagliare ogni margine di spesa (come fondi per laboratori, riscaldamento, personale, igiene, ecc) e ad alzare le rette di iscrizione, con alcune scuole che sono sul lastrico e che sono costrette a ricorrere anche all’aiuto dei genitori per il materiale scolastico. LA REGIONE LOMBARDIA INVESTE
3 euro per ogni studente delle scuole pubbliche
478 euro per ogni studente delle scuole private.
A Brescia gli studenti delle scuole pubbliche sono il 92,62%
Gli studenti delle scuole private sono il 7,38%
E’ stato erogato come contributo agli studenti delle scuole private, 4.085.182,28 euro. Agli studenti delle scuole pubbliche euro 0, come dice la legge FormigonLeghista. . (i dati si riferiscono all’anno 2008-2009)
IN totale la regione Lombardia, ha dato alle scuole private nell’anno 2008-2009, 45milioni di euro e per l’anno 2009-2010, 50milioni di Euro. La regione Lombardia per l’anno 2011-2012 ha mandato una lettera ai genitori, che mandano i figli alle scuole private, dicendo: ci dispiace, ma , siamo in una crisi finanziaria ed economica e i trasferimenti dello stato sono diminuiti e la regione ha meno disponibilità.
Quindi ha abbassato l’indicatore reddituale a 30 mila euro per la famiglia
e a secondo di come è composta una famiglia , possono accedere alla dote scuola anche famiglie con un reddito di 153 mila euro, dando alle scuole private 51milioni e 600mila euro, per il 2011-2012
Dal 2001 al 2010 la regione Lombardia ha dato alle scuole private:
377.493.746,25 euro.
Conclusione: la scuola non è un bene di tutti, ma sta diventando un privilegio e diritto solo per chi ha i soldi.
E’ chiamata selezione di classe, anche se oggi tutte le forze politiche in parlamento e gran parte delle forze sociali, lo rinnegano, ed è il primo motivo del perché, oggi siamo al disastro sociale ed economico e non si è ancora consapevoli che stiamo andando, verso le macerie umane.

RIFONDAZIONE COMUNISTA
VILLA CARCINA